17 agosto 2018
Aggiornato 15:00

Avvelenato nel giardino di casa Kaos, il cane eroe del terremoto di Amatrice

Le lacrime del suo istruttore, Fabiano: «Hai lasciato un vuoto incolmabile per mano di una persona meschina». Animalisti italiani: «Servono pene più severe»
Kaos con il suo addestratore, Fabiano Ettore
Kaos con il suo addestratore, Fabiano Ettore (Facebook)

L'AQUILA - Kaos era per tutti il 'cane eroe' del terremoto che nell'agosto 2016 colpì il centro Italia. Kaos è stato ucciso nel giardino di casa, avvelenato. Le indagini per capire il responsabile del tremendo gesto sono in corso. A dare la triste notizia è stato il suo istruttore, Fabiano Ettorre, che su Facebook ha ricordato così il pastore tedesco: «Hai lasciato un vuoto incolmabile per mano di una persona meschina ... continua il tuo lavoro lassù continua a cercare dispersi, a salvare vite umane... Non provare odio per chi ti ha fatto ciò, anzi se un domani avrà bisogno aiutalo sii superiore e quanto ti guarderà negli occhi e vedrà che sei tu il suo Salvatore morirà lentamente da solo». 

Kaos, il cane eroe
Le cronache nazionali raccontarono di Kaos, il 'cane eroe', per il suo apporto fondamentale in diverse operazoni di salvataggio a seguito del terremoto che due anni fa colpì le zone di Amatrice e Campotosto. «Kaos ne abbiamo viste tante ... aiutati tanti e tanti non ci siamo riusciti...» ricorda Fabiano. «Hai lavorato giorno e notte, quando è servito non ti sei mai risparmiato ... sei stato un amico fedele abbiamo condiviso e diviso casa ... divano ... tutto ... corri amico mio corri non ti fermare un giorno ci abbracceremo nuovamente». Poi il messaggio alla mano umana che l'ha ucciso: «Mi hai tolto la cosa più preziosa lo hai tolto ad una comunità intera, sì perché lui ha salvato vite». 

La rabbia degli Animalisti italiani
«Presenteremo una denuncia. Chiederemo inoltre al Governo una Legge che che vieti la vendita ed il commercio di veleni e fitofarmaci, se non con ricetta che renda rintracciabile chi li compra» denuncia Rinaldo Sidoli, responsabile comunicazione della onlus Animalisti Italiani. «Era un salvatore avvezzo a scavare tra macerie e inferno. Chi ha posto fine alla sua vita in questa maniera è un criminale pericoloso che va fermato. Non ci daremo pace fino a quando non verrà fatta giustizia. Credo che sia arrivato il momento che l’indignazione delle persone sensibili spinga il mondo politico a lavorare in maniera trasversale su una nuova proposta di legge che preveda pene più severe per chi maltratta e uccide gli animali. Non si devono più verificare casi come questo. Serve urgentemente un rafforzamento sulla tutela degli animali a partire da una modifica del codice civile e penale. Il Parlamento deve prendere provvedimenti contro i casi di maltrattamento e animalicidio e rivedere le norme attualmente in vigore».