23 ottobre 2018
Aggiornato 13:30

Fondere ferrovie e autostrade? Salvini e Di Maio dicono di no

Sia Lega che Movimento 5 stelle sono contrari all'incorporazione di Anas in Fs. E il Partito democratico fa polemica: «Vogliono più poltrone?»
I vice premier e ministri Luigi di Maio e Matteo Salvini, nel corso del question time alla Camera dei Deputati a Roma
I vice premier e ministri Luigi di Maio e Matteo Salvini, nel corso del question time alla Camera dei Deputati a Roma (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

ROMA – Matteo Salvini conferma i dubbi del governo sulla fusione Ferrovie dello Stato-Anas: «È vero che stiamo cercando di ragionare sulle scelte affrettate del governo Gentiloni, sia su questo dossier come su nomine e rinnovi fatte dopo il voto. Per quanto riguarda Fs e Anas credo che chi fa i treni deve fare i treni e chi si occupa di strade deve fare le strade, però ne parleremo». Quanto alle nomine, in un'intervista al Corriere della Sera il leader della Lega spiega che incontrerà «tutti i candidati ai vertici» della Rai. Mentre per quel che riguarda la proroga dei vertici dei Servizi dice: «Non è mai buona prassi occuparsi di nomine, come ha fatto Gentiloni, dopo che gli elettori si sono espressi. Educazione vorrebbe che i vertici di ogni autorità governativa si mettano a disposizione del nuovo governo». E torna a ipotizzare una sostituzione di Tito Boeri al vertice dell'Inps: «Noi abbiamo chiesto i voti per cambiare quello che non si è fatto negli anni, penso a un'Italia più efficiente. E dunque penso anche all'Inps». Infine il capitolo Cdp: Salvini nega scontri con il ministro dell'Economia Tria, «si è trattato al massimo di incomprensioni, e non in mia presenza», assicura. E poi, sulla possibilità di usare i risparmi degli italiani presso la Cassa Depositi e Prestiti per finanziare le politiche di governo, dice: «Ragioneremo con tutti i nuovi nominati, ma certamente si deve cambiare».

Il M5s fa eco
Sull'incorporazione di Anas in Fs anche il Movimento 5 stelle tiene la stessa linea: «Per me è stata un'operazione sbagliata che bisogna fermare. Le Fs hanno già abbastanza problemi a fare le ferrovie, adesso fondiamo tutto insieme così avranno tutti problemi», ha detto il ministro dello Sviluppo e del Lavoro, il vicepremier Luigi Di Maio su La7. E per il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, si è trattato di una mossa «certamente sbagliata perché è stata fatta senza capire perché», ha dichiarato a margine di un convegno sulla mobilità.

Per il Pd è questione di poltrone
Critiche dal Partito democratico, che maligna: «I ministri Salvini e Di Maio sono contro la fusione tra Fs e Anas per una mera questione di poltrone – così il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio – Per spartirsi qualche presidenza in più vogliono fermare la nascita di un grande polo delle infrastrutture e dell'intermodalità ferro/gomma. Un progetto industriale con un fatturato di 11 miliardi di euro e più di 100 miliardi di investimenti già programmati per i prossimi dieci anni. Un grande piano per l'Italia, in particolare per il mezzogiorno, che Salvini e Di Maio intendono affossare per i propri interessi di partito». E ancora il membro della commissione Trasporti di Montecitorio, Andrea Romano: «La coppia Di Maio-Salvini sostiene che la fusione Fs-Anas sia una operazione sbagliata che va fermata. A questa affermazione scellerata fa eco il ministro dei Trasporti Toninelli che sostiene che tale fusione sia certamente sbagliata ma alla domanda se verrà bloccata non risponde. Il governo in carica chiarisca subito per quale motivo tale operazione sia sbagliata e perché vuole fermarla, considerando che si tratta di uno dei più grandi piani industriali messi a punto per l'Italia ed in particolare per la crescita del Mezzogiorno, un progetto che porterebbe un fatturato di 11 miliardi di euro e oltre 100 miliardi di investimenti già programmati per i prossimi 10 anni. Non è forse – aggiunge Romano – una mera questione di spartizione di poltrone? Vogliono dividersi le presidenze delle società partecipate come hanno fatto con tutto il resto?».