23 ottobre 2018
Aggiornato 12:30

No Tav lanciano bombe carta alla polizia: «Perché Lega e M5s tacciono?»

Ancora guerriglia contro le forze dell'ordine al cantiere dell'alta velocità. Pd e Forza Italia chiedono una presa di posizione al governo: «Da che parte sta Toninelli?»
Un gruppo di manifestanti No Tav ha bersagliato con fuochi d'artificio e bombe carta le forze dell'ordine
Un gruppo di manifestanti No Tav ha bersagliato con fuochi d'artificio e bombe carta le forze dell'ordine (FACEBOOK NOTAVINFO)

CHIOMONTE – Ancora momenti di guerriglia in valle di Susa, dove è in corso il tradizionale campeggio estivo dei No Tav sul cantiere della linea ad alta velocità Torino-Lione. Nelle serate di venerdì e sabato un gruppo di 150 manifestanti ha tirato razzi, petardi, fuochi d'artificio e bombe carta contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con un lancio di lacrimogeni. «Il nostro messaggio è molto chiaro – hanno scritto gli stessi attivisti sui social – Vogliamo lo stop dei lavori e la polizia se ne deve andare. Questa è stata una buona giornata di lotta per ribadire, casomai ce ne fosse ancora bisogno, che è tempo di chiudere il cantiere e mandare lontano dalla valle le truppe di occupazione».

L'ira del commissario
Si scaglia con toni duri contro l'accaduto il commissario straordinario del governo per l'asse ferroviario Torino-Lione, Paolo Foietta: «Nel rituale dell'antagonismo violento, oramai il campeggio No Tav di luglio è diventato un evento internazionale oramai ripetitivo. Un ospitale campo di addestramento aperto ai centri sociali ed ai violenti di tutta Europa, dove si pratica l'assalto al cantiere ed alle forze dell'ordine. Un inaccettabile laboratorio dove oramai il nemico non è più il treno, ma lo Stato, le istituzioni, le forze dell'ordine. Come commissario di governo, ancora una volta, esprimo la mia solidarietà e vicinanza al Prefetto, alla Questura ed alle forze dell'ordine che, con il loro grande impegno e la loro professionalità, continuano da anni a difendere lo Stato da una esigua minoranza di violenti di 'importazione'. Richiederò al ministro dell'Interno ed al ministro delle Infrastrutture di visitare il cantiere per attestare la vicinanza del governo ai servitori dello Stato ed alle maestranze che, a rischio della propria incolumità, difendono lo Stato di diritto e la nostra Costituzione».

Le reazioni dell'opposizione
E proprio ai ministri Salvini e Toninelli chiedono una ferma condanna i partiti d'opposizione: «Ancora violenza No Tav a Chiomonte – scrive la deputata Pd Silvia Fregolent – Ancora costretti ad esprimere la nostra solidarietà alle forze dell'ordine. Un ripetersi inaccettabile ormai rituale di attacchi. Quello che oggi stupisce è il silenzio del governo. Il sempre loquace Salvini tace anche se ad essere colpiti sono agenti dello Stato. Il pensiero di Toninelli su questi fatto non si conosce ed è evidente l'imbarazzo viste le posizioni del suo Movimento. Ma tutto questo non può durare a lungo ed è irrinunciabile posizione chiara dell'esecutivo». Stessa presa di posizione anche da parte di Giorgio Mulè, di Forza Italia: «Solo la natura con un provvidenziale temporale ha evitato che degenerasse l'aggressione dei No Tav alle forze dell'ordine in Val di Susa. Ora però il tempo dei balbettii è finito: il governo da che parte sta? Si schiera e pronuncia parole chiare a difesa dei nostri poliziotti e carabinieri aggrediti dai No Tav oppure non parla? Inutilmente abbiamo atteso per tutto il giorno una parola di condanna per i no Tav che si scagliano contro le forze dell'ordine, una parola di solidarietà per poliziotti e carabinieri impegnati a far rispettare la legge in Val di Susa. Il silenzio del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli e quello della sua collega sottosegretaria Laura Castelli dopo i disordini della scorsa notte a Chiomonte dimostra una sola cosa: stanno dalla parte sbagliata. Non c'è aggettivo che possa qualificare questo comportamento, Toninelli e Castelli si squalificano da soli. Attendiamo fiduciosi parole chiare e nette di condanna perché su questioni così delicate chi sta zitto è complice».