19 novembre 2018
Aggiornato 21:30

Conte: «Faremo flat tax e reddito di cittadinanza, io lavoro molto e parlo poco»

Il presidente del Consiglio assicura il suo impegno nei confronti di entrambe le riforme, che andranno avanti di pari passo: «L'obiettivo è attuare il contratto»
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (ANSA/PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI)

ROMA«Il nostro sistema socio-economico ha bisogno di entrambe le riforme», del reddito di cittadinanza e della flat tax: riforme che andranno avanti di pari passo. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una intervista a La Stampa. «Il reddito di cittadinanza, che non è una misura assistenziale – ha spiegato – è una vera e propria manovra economica per recuperare persone che rimangono esiliate dal circuito lavorativo, che consente di restituire la dignità a chi l'ha persa e di rilanciare i consumi». Anche la flat tax, ha continuato Conte, è da considerare «una iniziativa di ampia portata, che condurrà alla semplificazione della nostra normativa fiscale, vecchia di alcuni decenni. Abbiamo anche l'occasione – ha aggiunto – per riformulare integralmente i rapporti tra cittadini e amministrazione finanziaria, in modo da azzerare le pendenze in corso e riavviare rapporti più trasparenti, corretti e virtuosi. In questo contesto – ha affermato Conte – sarà importante dare il segno di una lotta all'evasione ben più rigorosa di quanto è stato fatto in passato, ma sul presupposto di un fisco più leggero e 'amico'». Le due riforme, ha chiarito, andranno avanti in parallelo. «Ho costruito dei tavoli tecnici su entrambi i fronti – ha sostenuto – e affronteremo tutti i dettagli, tra cui anche le tempistiche. Di certo vogliamo procedere speditamente in ambo le direzioni».

Non sono un politico ballerino
Un presidente del Consiglio che interviene poco pubblicamente perché al lavoro «ogni giorno» per «attuare il contratto» e «le promesse fatte ai cittadini». Lo stile è «diverso da quello dei 'politici ballerini'». Si descrive così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, replicando di fatto, attraverso una intervista a La Stampa, a chi lo accusa di non essere il capo dell'esecutivo, ma di esserne il portavoce non facendo sentire né il peso del suo ruolo né la sua voce. «Da quando mi sono insediato – ha spiegato il premier – ogni giorno compresi i fine settimana, ho fatto quel che so fare: studiare dossier, coordinare riunioni tecniche con i ministri, impostare e approfondire i progetti di riforma». In definitiva, ha chiarito Conte, «sto lavorando ogni giorno per attuare il contratto di governo e per realizzare i cambiamenti promessi ai cittadini. Sono un giurista – ha continuato – approfondisco i problemi e perseguo gli obiettivi guardando alla sostanza. Il mio stile è sensibilmente diverso da quello dei 'politici ballerini', così sagacemente descritti da Kundera nell'Elogio della lentezza».

(da fonte Askanews)