26 gennaio 2020
Aggiornato 19:30
Centrosinistra

Renzi all'attacco: il «vecchio» leader vuole riprendersi (o distruggere) il Pd

L'ex premier apre l'assemblea dem a Roma. E ne ha per tutti, compagni di partito e intellettuali 'radical chic. «Avete attaccato il Matteo sbagliato»

ROMA - Nonostante l'accordo raggiunto ieri tra le correnti Pd, l'intervento di Matteo Renzi infiamma l'assemblea del partito. L'ex segretario parla per primo e non concede nulla a chi chiedeva un'autocritica. Renzi parla all'attacco, sia pure assumendosi «tutte le responsabilità» della sconfitta. Poi, però, elenca molte accuse: a chi nel Pd lo ha indebolito «quotidianamente», agli «intellettuali radical-chic», alla «stampa di sinistra» che ha «attaccato il Matteo sbagliato». Spiega che c'è «un'onda populista» in tutto l'occidente, lamenta «scarsa solidarietà del gruppo dirigente Pd», invita a non iniziare a logorare il nuovo segretario, quando verrà eletto nei prossimi mesi. Tra gli errori ammette: «Siamo stati poco sui social». Poi: «Se dici che il Jobs act non va bene, la buona scuola non va bene... Devi votare 5 stelle, non il Pd». Spesso viene interotto da brusii e critiche, bilanciati dagli applausi dei renziani. Quando difende la scelta di far dimettere Ignazio Marino scattano contestazioni. Lui ribatte: «State segando il ramo su cui siete seduti. Continuate così. Ci vediamo al congresso».

«Avete attaccato il Matteo sbagliato» 
Per Matteo Renzi anche una parte degli «intellettuali radical-chic» ha la responsabilità della vittoria della destra, perché in questi anni si è preferito attaccare il Pd anziché i populisti.  «Sull'immigrazione - ha rivendicato - abbiamo fatto un lavoro straodrinario, messo in discussione innanzitutto da una campagna culturale della nostra sinistra». Renzi ha citato il caso di Macerata, dove una ragazza è stata uccisa da cittadini stranieri e un militante della Lega ha sparato contro degli immigrati. «Hanno criticato noi, hanno detto 'dov'è la sinistra'. A furia di fare la guerra al Matteo sbagliato vi ritrovate Salvini».

«Siamo stati il partito che ha avuto più potere» 
L'ex segretario passa poi all'analisi della sconfitta politica. Partendo però dalle vittorie: altro che «le abbiamo perse tutte», il Pd è stato il partito che ha avuto più potere nella storia della Repubblica. «Nessun partito - ha detto - ha mai avuto il potere che abbiamo avuto noi in questi anni in Italia e nessuno ha fatto quello che abbiamo fatto noi su alcuni temi, nel bene e nel male. Il primo governo con la parità di genere, con l'età media più bassa, abbiamo fatto le riforme sociali che da anni il centrosinistra reclamava. Per quattro anni il Pd è stato l'argine al populismo in italia e se non avessimo fatto quello che abbiamo fatto avremmo perso già nel 2014». Dunque, «è superficiale il commento di chi dice 'le abbiamo perse tutte'» perché «è vero il contrario».

«Pd non può ripartire ricostruendo un simil-Pds»
Ed eccoci 'al futuro'. Per Renzi «il Pd non può ripartire dalla nostalgia, non si ricomincia ricostruendo un simil-Pds. Non penso» ha spiegato l'ex premier «che la ripartenza possa essere ricostruendo un simil-Pds o una simil-Unione. Sarà il congresso a deciderlo, ma non lo penso». Ha aggiunto Renzi: «Se qualcuno pensa che sia la nostalgia la chiave di sviluppo del Pd dei prossimi anni lo rispetterò da militante, ma credo che non colga la novità: c'è una destra che guarda con grande forza al futuro, più con i click che con i decreti legge, guida il Paese con un messaggio culturale. La sfida è culturale, punta all'egemonia».

Il M5s, la nuova destra ... e Jerry Calà
Poi è il momento delle critiche. Tanto interne che, ovviamente, al governo legastellato. Per Renzi chi negli anni scorsi ha attaccato il Pd ha lavorato per distruggere «l'argine contro il populismo» e «ha distrutto non il Pd ma ogni possibilità di alternativa al populismo. Hanno picchiato contro l'argine del sistema, sul web, dentro il partito con divisioni assurde». E il M5s? Altro che «nuova sinistra», il M5s è la «vecchia destra» che «manganella» gli avversari sul web. «Rispetto - ha spiegato - chi pensa che M5s sia la nuova sinistra, ma io penso che M5s sia la vecchia destra. Non potremo mai perdonarvi di avere trasformato lo scontro politico in Italia in una zuffa politica. C'è una componente di centrosinistra nel Movimento 5 stelle? Sì, ma sono diversi. Sono sempre una corrente della Lega. Il Vaffa-day si è fermato a Pontida». In chiusura una battuta nei confronti del reddito di cittadinanza, che «è  sbagliato e, comunque, non ci sono le risorse per attuarlo», neanche «se fai ministro Jerry Calà».