24 giugno 2019
Aggiornato 13:00
Lavoro

Renzi festeggia il 'boom di occupati'. Ma Di Maio lo stoppa: «È record di precari»

A maggio, secondo i dati Istat, occupati a 23.3 milioni. Ma se per l'ex premier è un «successo del Jobs act» per il capo politico del M5s «non è occupazione»

Matteo Renzi a 'L'aria che tira' su La7. Sullo sfondo, Luigi Di Maio
Matteo Renzi a 'L'aria che tira' su La7. Sullo sfondo, Luigi Di Maio ( ANSA )

ROMA - A guardare i numeri, il mercato del lavoro continua a mostrare segni di miglioramento. A maggio, secondo le stime preliminari diffuse dall'Istat, gli occupati hanno raggiunto il massimo storico di 23 milioni 382 mila unità, il tasso di disoccupazione è sceso al 10,7% ai minimi dal 2012, e quello giovanile è calato al 31,9%. Ma il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha gelato i facili entusiasmi: «Smettiamola di chiamarla occupazione, quello è un record di precariato. Oggi abbiamo segnato il nuovo record del precariato». Con il decreto dignità «iniziamo a smantellare quella parte di Jobs Act che ha creato la precarietà in Italia, ed è solo l'inizio perchè spero che il Parlamento - ha aggiunto Di Maio - ci metta mano in maniera ancora più solida e forte». Pronta la risposta dell'ex premier, Matteo Renzi, che ha difeso il JobsAct: «Ha creato un milione di posti di lavoro in 4 anni» e «più si smantella più servirà il reddito di cittadinanza».

I dati dell'Istat
Tornando ai dati, secondo l'Istat, a maggio si è registrato «un netto miglioramento del mercato del lavoro, con una intensa crescita dell'occupazione dipendente, verificata sia per i lavoratori permanenti sia per quelli con contratto a termine». Contestualmente si è avuto «un deciso calo della disoccupazione e in misura più lieve anche dell'inattività». Nei dodici mesi la crescita dell'occupazione è stata «consistente» e si è concentrata tra i lavori a termine e, con riferimento all'età, tra i 15-34enni e soprattutto tra gli ultracinquantenni. Inoltre è proseguita, poi, la contrazione della disoccupazione, che dopo i livelli massimi toccati a fine 2014 è tornata sui livelli della metà del 2012 e il calo dell'inattività, ai minimi storici.

I dati su base mensile
Su base mensile la stima degli occupati ha registrato un sensibile aumento (+0,5% rispetto ad aprile, pari a +114 mila). Il tasso di occupazione è salito al 58,8%. La crescita congiunturale dell'occupazione ha coinvolto uomini (+80 mila) e donne (+35 mila) e ha riguardato, appunto, i 25-34enni (+31 mila) e, soprattutto, gli ultracinquantenni (+98 mila). Sono cresciuti nell'ultimo mese sia i dipendenti permanenti (+70 mila) sia quelli a termine (+62 mila). Anche su base annua si è rafforzata la crescita occupazionale (+2%, +457 mila). L'espansione ha interessato uomini e donne concentrandosi tra i lavoratori a termine (+434 mila), mentre sono rimasti sostanzialmente stabili i permanenti. Sono aumentati soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+468 mila) e i 15-34enni (+106 mila) mentre sono diminuiti gli occupati tra i 35 e i 49 anni (-116 mila). Numeri che a prima vista sembrano importanti ma che per il ministro del Lavoro «non sono occupati. Sono solo nuovi precari».