24 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
Immigrazione

Berlusconi rivendica le prodezze del suo governo sui migranti e avverte: impossibile allearsi con Visegrad

In una lettera al Corriere della Sera il leader di Forza Italia dice di essere stato il primo a indicare queste soluzione. E rilancia: l'Europa è a rischio

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi
Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ANSA

ROMA - E' in gioco l'Europa, unita, tutta. Impossibile allearsi con il Gruppo di Visegrad. Silvio Berlusconi sceglie di scrivere una lettera, al Corriere, per esprimere tutto il suo disappunto sull'esito del Consiglio Ue di ieri. «Il Consiglio europeo di questi giorni a Bruxelles - scrive il Cavaliere - suscita un'attenzione ben diversa rispetto ai precedenti appuntamenti, per via delle aspre polemiche sulla gestione del fenomeno migratorio, tanto da monopolizzare l'attenzione dell'opinione pubblica rispetto agli altri importanti temi previsti in agenda. Su questa questione davvero si gioca il destino dell'Europa, almeno dell'Europa che noi abbiamo conosciuto, che è nata dal grande sogno della nostra generazione, dalla visione e dai progetti dei Padri Fondatori». Quest'Europa - sottolinea Berlusconi - ci ha assicurato settant'anni di pace, «e non è poco», visto che gli stessi confini che oggi persone e merci attraversano senza neppure mostrare un documento sono quelli per difendere i quali «milioni di ragazzi europei hanno versato il loro sangue pochi decenni fa». Un traguardo «importantissimo», per chi ricorda gli orrori della guerra. «Ma ahimè non più sufficiente, ormai». In questi giorni, o comunque nelle prossime settimane, capiremo se vi sia ancora una speranza per la nostra idea di Europa, prosegue Berlusconi, oppure se l'Europa «degli egoismi nazionali, delle burocrazie ottuse, delle regole scritte nell'interesse di pochi abbia definitivamente prevalso». In questo caso, «temo che la costruzione europea non abbia un futuro».

Europa modello di civiltà
Secondo l'ex premier la capacità dell'Europa di dare una risposta unita e solidale a un «dramma epocale» come le migrazioni definirà l'avvenire del sogno europeo. Le migrazioni sono una questione europea per eccellenza, perché nessun migrante dalle coste libiche si imbarca su un canotto per raggiungere Lampedusa, o fermarsi in Sicilia, o nel Sud Italia: «La loro meta è il cuore dell'Europa». Paradossalmente, hanno un'idea di Europa più avanzata della nostra: l'Europa come unica entità, non un singolo Paese, rappresenta per loro un modello di benessere, di sicurezza, di civiltà del quale «con disperata ingenuità» aspirano a far parte. Il leader di Forza Italia va anche oltre, sottolineando i presunti risultati del suo governo. «È appena il caso di ricordare ancora una volta che l'ultimo governo italiano ad affrontare questo problema in modo adeguato fu il nostro, che riuscì praticamente ad azzerare gli sbarchi tramite accordi con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo». Da allora la debolezza della posizione italiana, negli anni dei governi della sinistra, unita alla «sopravvenuta instabilità» dei Paesi di partenza dei migranti, come la Libia, ha determinato la situazione di oggi, nella quale almeno 500mila irregolari stazionano senza prospettive nel nostro Paese.

«Soluzioni che siamo stati i primi ad indicare»
«Saremo come sempre pronti in Parlamento - sottolinea Berlusconi - ad appoggiare quelle decisioni volte a chiedere e ottenere che l'Europa sia finalmente solidale, sia davvero unita e lungimirante nelle scelte necessarie per affrontare l'emergenza»: per esempio i centri di accoglienza in territorio africano per determinare lì, prima della partenza, chi abbia diritto alla condizione di rifugiato e chi invece debba essere rimpatriato, oppure l'assegnazione di adeguate risorse al Trust Fund per l'Africa, primo nucleo di quel Piano Marshall per il continente africano «che è l'unico strumento, al di là dell'emergenza, per risolvere davvero con uno sforzo coordinato, deciso e di lungo termine un fenomeno potenzialmente devastante sia per l'Africa che per l'Europa». Sono tutte soluzioni che «siamo stati i primi ad indicare e che oggi finalmente sono in molti a considerare come le uniche strade praticabili».

Una politica monetaria più favorevole
Attenzione però, continua Berlusconi. «Se può essere giusto battere i pugni sul tavolo, anche a difesa della dignità nazionale, la politica estera del nostro Paese non può ridursi ad un'esibizione muscolare che non saremmo neppure in grado di sostenere. Senza l'Europa, o contro l'Europa, i problemi si aggravano, non si risolvono. I nostri governi, posso dirlo per esperienza diretta, hanno ottenuto buoni risultati in Europa soprattutto quando hanno saputo convincere, coalizzare, costruire alleanze». Con questo metodo, per esempio, siamo riusciti a portare Mario Draghi alla guida della Bce, rivendica Berlusconi, una scelta che si è rivelata «decisiva» negli anni per ottenere dalla Banca centrale una politica monetaria più favorevole all'Italia.

«No con Visegrad»
Ma non tutti coloro che sembrano difendere i nostri stessi principi sono in realtà nostri alleati. «Sarebbe ingenuo» per esempio pensare che possano esserlo, su questo tema, i paesi del gruppo di Visegrad, o la Csu tedesca, che hanno per obbiettivo non la difesa delle frontiere europee, ma quella delle loro frontiere nazionali. Questo significherebbe rimandare i migranti, nella maggior parte dei casi, proprio in Italia, avverte Berlusconi. «Non è questo che ci aspettiamo dall'Europa, ovviamente». Ci aspettiamo che le classi dirigenti europee si dimostrino lungimiranti e che il governo italiano sappia sollecitarne il senso di responsabilità con grande dignità e senza inutili contrapposizioni. «Su tutto questo - conclude Berlusconi - posso solo augurarmi, da italiano, che il Governo sia davvero in grado di tutelare le nostre ragioni e i nostri legittimi interessi. Sono le ragioni e gli interessi di un'Italia che non può fare a meno dell'Europa, e di un Europa che non può fare a meno dell'Italia. Mi auguro che vi sia la capacità di farlo comprendere ai partner europei, e che i governi amici si rendano conto che non ci sono alternative per salvare l'Europa e quindi anche se stessi».