29 luglio 2021
Aggiornato 18:00
Centrosinistra

Zingaretti pronto a prendersi il Pd: «Tutti insieme per il progetto per l'alternativa»

Il presidente del Lazio a margine dell’incontro con i duecento sindaci dell’Alleanza del Fare parla già da leader nazionale. E parte attaccando Lega e M5s

ROMA - «C’è una forte iniziativa politica del governo in questo momento, anche in sintonia con il Paese. Ma c’è anche una grande debolezza del governo sul fronte della capacità di governare. Siamo dentro una fase a mio giudizio molto più complessa di quello che si immagina: grande spregiudicatezza politica e grande fragilità nell’iniziativa di governo». Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a margine dell’incontro organizzato dai gruppi consiliari con i circa 200 sindaci dell’Alleanza del Fare parla già da leader nazionale. Dopo il ballottaggio avevamo scritto di come da Roma sarebbe arrivata la possibile strada 'dem' per ripartire dopo il fallimento elettorale. Detto e fatto. Neanche 24 ore dopo il governatore si presenta al cospetto di un nutrito gruppo di sindaci con fare da vero leader di partito. Ed è al Pd che guarda: «Credo e mi auguro che si faccia un congresso vero, sicuramente prima delle elezioni europee. Non voglio un congresso autoreferenziale di un partito ferito e dovrà essere un'occasione di discussione aperta e costituente ma aperta alla società».

Il Pd verso il congresso, per l’alternativa
«C'è un reggente, io ho piena fiducia in lui, che farà nei momenti giusti una proposta, il contributo che possiamo dare è quello di mettere in moto i meccanismi per la costruzione di un movimento per l'alternativa in questo paese, che dovrà ovviamente vedere il Partito Democratico il principale protagonista di questa avventura» ha spiegato Zingaretti. «Noi dobbiamo prepararci a riorganizzare le forze, questo vuol dire che come Pd non dobbiamo proporre agli altri di aderire a un progetto, ma dobbiamo chiamare tutti a partecipare alla costruzione di un progetto per l'alternativa. Non possiamo avere la presunzione di decidere e poi dire: venite. No: dobbiamo essere in grado di chiamare tutti a scrivere un grande progetto e una grande proposta per l'alternativa. E' questo che può rimettere in moto tante energie, persone, sindaci, associazioni che oggi o in attesa o isolate o sparse e che se invece se si riaprisse una missione, un movimento o un progetto per l'alternativa possono diverntare protagonisti». Per questo «credo che l'assemblea di oggi sia importante sicuramente a livello locale, perché bisogna combattere, ma mi auguro che sia anche un segnale di speranza per chi ora dovrà affrontare il grande tema della sfida che ci sta lanciando questo governo in termini di credibilità e in particolare la destra italiana».

L’Alleanza del Fare
«L’Alleanza del fare è diversa da altre esperienze politiche, è una idea non legata a vecchi schemi precostituiti ma riconosce che in Italia le forme di rappresentanza dei territori sono cambiate, si esprimano in modo diverso e ciò non dobbiamo vederlo come un problema. Ma se dobbiamo dare anima e missione a questa alleanza, dobbiamo darci quella di essere protagonisti di una innovazione giusta». Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nel corso dell’incontro organizzato dai gruppi consiliari con i circa 200 sindaci dell’Alleanza del Fare. «Non parlerò del governo perché ci sono sindaci che la pensano in maniera diversa da me.  Se siamo uniti, ci si trova tantissima gente, si aumentano le possibilità di condivisione. Guai a pensare che idee diverse debbano vivere in contraddizione. Se ci sono posizioni diverse vanno fatte convivere, mettere l’accento sull’unità e non sulla divisione, sulla collegialita e non sulla solitudine. Se ci si divide è la fine, se si trova un punto di mediazione si va incontro alle aspettative dei cittadini. Questa alleanza deve rimanere, non in forma organizzata, ma come una comunità di persone che si fidano l’uno dell’altro e si sentono in una sfida per cambiare il territorio. E’ giusto rifare questo incontro ogni 6 mesi o un anno. Non chiediamo i voti e poi scappiamo. Noi stiamo qui per cambiare questa nostra comunità».