24 luglio 2019
Aggiornato 01:00
Cronaca

Bimba di 3 anni violentata da un 24enne: la Lega propone castrazione ed ergastolo

La drammatica vicenda di Nola diventa un caso politico. Calderoli: «Davanti a simili bestialità non può esserci che una pena esemplare»

L'arresto di un pedofilo - Foto di repertorio
L'arresto di un pedofilo - Foto di repertorio ANSA

NAPOLI - I carabinieri di Nola, coordinati dalla locale Procura, hanno arrestato per pedofilia un ragazzo di 24 anni colpevole, secondo gli inquirenti, di aver abusato sessualmente di una bambina di appena tre anni. Le prime ricostruzioni parlano addirittura di «stupro continuo»: le indagini sono partite a seguito di una segnalazione anonima arrivata a gennaio sulla quale sono immediatamente scattate le verifiche da parte delle forze dell'ordine che, in meno di sei mesi, sono riusciti a ricostuire la tremenda vicenda e ad arrestare quello che è ritenuto l'autore. Altre indagini sono in corso per verificare se ci siano o meno altri indagati o vittime. 

La Lega chiede una punizione esemplare
«Stiamo superando ogni limite di orrore e di violenza» denuncia il vicepresidente della Lega al Senato, Roberto Calderoli «come testimonia la ripugnante vicenda che arriva dalla provincia di Napoli, dove una bimba di tre anni è stata violentata da un mostro. Davanti ad una simile bestialità anche la pena della castrazione chirurgica sembra poco e in ogni caso un pervertito, che arriva a mettere le mani su una bimba di tre anni, non potrà mai essere rimesso in circolazione e non dovrà mai rivedere la luce del sole. Per questi mostri pedofili serve il fine pena mai».

Il precedente
Torna quindi sul tavolo la proposta di Calderoli che già lo scorso 19 maggio, dopo il caso di Roma, «dove una donna alla fermata del bus viene sequestrata con la forza e trascinata via in macchina per finire sotto le grinfie di un branco di quattro aguzzini che per ore la seviziano e la stuprano» aveva proposto l'ergastolo per gli stupratori. «Le politiche buoniste e lassiste degli ultimi anni - spiegò Calderoli - hanno fatto passare l'idea, tra i malviventi, che in Italia si possa fare di tutto tanto in galera ci si resta pochissimo e alla fine il conto dell'orrore e del dolore lo pagano solo le vittime e le loro famiglie. Non è così, non può essere così, non sarà più così». Per Roberto Calderoli «a furia di difendere e tutelare sempre Caino abbiamo permesso centinaia di femminici e stupri. Adesso basta, la sicurezza e il rispetto delle leggi non possono essere opzionali e chi sbaglia deve pagare: questi criminali devono marcire in galera e non uscire più».