23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Sinistra

L'ex presidente del Senato Grasso: «Dai migranti a Regeni, da Salvini un pessimo inizio»

Il leader di Liberi e Uguali posta su Facebook quattro frasi «sbagliate» pronunciate da Salvini: «Noi avremmo voluto sentirgli dire altro»

Il leader di Leu ed ex presidente del Senato, Pietro Grasso
Il leader di Leu ed ex presidente del Senato, Pietro Grasso ANSA

ROMA - Il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo salvini ha fatto quattro recenti dichiarazioni - su migranti e caso Aquarius, Regeni, caporalato e uso del contante - che rappresentano per lui «un pessimo inizio» dell'attività di governo. Lo ha scritto su Facebook l'ex presidente del Senato e leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, elencando, una di seguito all'altra, le frasi pronunciate dal leader della Lega - «noi avremmo voluto sentirgli dire altro» - accompagnandole subito, a suo dire, dalle «parole che non ha detto». Grasso ha evidenziato «le parole che ha detto sui migranti: 'Non possono decidere dove cominciare e finire la crociera'. Le parole che non ha detto: «Il problema dell'immigrazione non si risolve negando a 630 uomini, donne e bambini di sbarcare in Italia e costringerli a vagare per giorni in mare. Prima viene l'incolumità delle persone, poi le legittime richieste all'Europa».

Il caso Regeni e la legge sul caporalato
Sull'uccisione di Giulio Regeni «le parole che ha detto: 'Io comprendo bene la richiesta di giustizia della famiglia di Giulio Regeni. Ma per noi, per l'Italia, è fondamentale avere buone relazioni con un Paese importante come l'Egitto». Le parole che non ha detto: «Io comprendo bene la richiesta della famiglia di Giulio Regeni: per questo il nostro Governo farà di tutto per avere giustizia». Sulla legge sul caporalato «le parole che ha detto: 'La legge contro il caporalato complica il settore pubblico'. Le parole che non ha detto: «La legge contro il caporalato complica la vita ai criminali: sfruttatori, per voi la pacchia è finita!».

Sull'uso del contante
Infine, Grasso ha ricordato le parole dette da Salvini sull'uso del contante: «Fosse per me non ci sarebbe alcun limite all'uso dei contanti». Le parole che non ha detto: «Limitare l'uso dei contanti è una buona idea: è uno strumento per rendere più difficile la corruzione e l'evasione fiscale. Non riesco a immaginare uno scopo pratico per togliere il limite se non il riciclaggio, l'evasione fiscale, l'acquisto di diamanti in Tanzania o di lauree in Albania». Grasso ha chiuso il suo post così: «Chiediamo troppo?».