Italia | Governo Conte

Renzi chiama 'collega' Giuseppe Conte: «Anche lei è un premier non eletto»

L'ex segretario del Pd all'opposizione mette nel mirino il contratto di governo - «scritto con inchiostro simpatico» e l'asse Lega-M5s

Matteo Renzi durante il dibattito in aula al senato sul voto di fiducia
Matteo Renzi durante il dibattito in aula al senato sul voto di fiducia (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - «Il presidente del Consiglio non avrà la nostra fiducia ma avrà sempre il nostro rispetto perché ci sono elementi che devono tenerci insieme: il rispetto dei ruoli del governo e dell'opposizione perché è anche il nostro premier e la rispetteremo sempre dentro e fuori da quest'aula, quando porterà il tricolore al G7 e al Consiglio Ue di Bruxelles». Quello di Matteo Renzi, senatore ed ex segretario del Pd, era uno degli interventi più attesi nell'aula di Palazzo Madama. Un intervento duro, da 'opposizione', fatto di slogan e di avvertimenti al nuovo governo composto da Lega Nord e Movimento 5 stelle. «Dite che è iniziata la Terza Repubblica, ma gli 89 giorni di teatrino a cui abbiamo assistito ci fanno sembrare che continui la prima. I due forni è una espressione che non sentivamo dagli anni Novanta». Un modo per attaccare il modo in cui è nato l'esecutivo gialloverde che ha trovato in Giuseppe Conte il suo punto di mediazione. Ma è soprattutto contro Salvini che Renzi dedica i passaggi più polemici del suo intervento

Renzi contro Salvini sull'immigrazione
«Non mi stupisce che Salvini abbia deciso di partire dalle vicende dell'immigrazione, ma mi stupisce che abbia detto 'la pacchia è finita'. Io penso che non sia finita la pacchia per chi attraversa il deserto e rischia di morire in mare. Io voglio che risuoni il nome di Mor e Modou, uccisi da un italiano razzista a Firenze. Stia attento Salvini perché non è più solo un leader politico, è vicepresidente del Consiglio. Al ministro dell'Interno parlo da padre a padre. I figli ci ascoltano. Non possiamo permetterci di creare un clima incendiario e crisi diplomatiche»

Poi il contratto e il premier non eletto
Il passaggio dove gioca di sponda con gli slogan una volta 'dei grillini' è sul premier 'non eletto' e sul contratto di governo: «Buon lavoro presidente Conte, lei può dimostrare chiaramente che una parte del racconto della 17esima legislatura era falso: è un premier non eletto, potrei dire un collega, ma non c'è alcun motivo di negare la sua legittimità. Rappresenta un governo che non si è presentato insieme agli elettori»; «questo contratto è scritto con l'inchiostro simpatico, è garantito da un assegno a vuoto».