17 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
Governo Lega-M5s

Di Maio fuori di sé: inutile votare, tanto il governo lo decidono le lobby

«Sono sempre stato un grande estimatore di Mattarella ma questa scelta è incomprensibile»

ROMA - Di Maio è sconvolto. La scelta di Mattarella è «incomprensibile» attacca il leader M5s. «Allora è inutile votare, i governi li decidono sempre gli stessi». In un video su Fb Di Maio è un fiume in piena e commenta l'esito della crisi di Governo: «Avevamo espresso Conte come presidente del Consiglio, avevamo una squadra di ministri, eravamo pronti a governare e ci è stato detto no perché il problema è che le agenzie di rating in tutta Europa erano preoccupate per un uomo che andava a fare il ministro dell'Economia. Allora diciamocelo chiaramente che è inutile che andiamo a votare tanto i governi li decidono le agenzie di rating, le lobby finanziare e bancarie, sempre gli stessi».

«Grande estimatore di Mattarella ma questa scelta è incomprensibile»
«Sono stato grande estimatore Mattarella ma questa scelta è incomprensibile» ha ribadito. «Per noi l'Italia è sovrana: se si vuole impedire un governo del cambiamento allora ce lo devono dire chiaramente. Sono molto arrabbiato». Di Maio spiega che con i suoi hanno lavorato decine e decine di giorni, dalla mattina alla sera, per assicurare un governo a questo Paese: ma la verità è che «stanno facendo di tutto per non mandare il M5s al governo di questo paese». «In questo Paese puoi essere un criminale condannato, un condannato per frode fiscale, puoi essere Alfano, puoi avere fatto reati contro la pubblica amministrazione, puoi essere una persona sotto indagine per corruzione e il ministro lo puoi fare, ma se hai criticato l'Europa non puoi permetterti neanche di fare il ministro dell'Economia in Italia. Ma non finisce qui».

Di Maio rivela composizione «squadra» Governo
E legge la lista dei ministri che aveva presentato a Mattarella: «Questa era la squadra che poteva giurare al Quirinale», Di Maio e Salvini avrebbero avuto il ruolo di vicepresidenti e rispettivamente l'incarico allo Sviluppo economico e agli Interni. Paolo Savona sarebbe andato all'economia. Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sarebbe stato Giancarlo Giorgetti. Per Di Maio era previsto anche l'incarico al ministero del Lavoro e affari sociali. Quanto ai ministeri: ai rapporti con il Parlamento: Riccardo Fraccaro; alla Pa: Giulia Bongiorno; agli Affari regionali ed autonomie: Enrica Stefani; al Sud: Barbara Lezzi; al ministero per la Disabilità: Lorenzo Fontana; agli Esteri: Luca Giansanti; alla Giustizia: Alfonso Bonafede; alla Difesa: Elisabetta Trenta; alle Politiche agricole: Gianmarco Centinaio; alle Infrastrutture: Mauro Coltorti; all' Istruzione: Marco Bussetti; ai Beni culturali e turismo: Alberto Bonisoli; alla Salute: Giulia Grillo.