2 marzo 2024
Aggiornato 17:30
Governo

«Italiani scrocconi»? L'ambasciatore Benassi replica allo Spiegel

Dopo l'articolo dello Spiegel "Gli scrocconi di Roma", la replica dell'ambasciatore italiano a Berlino

BERLINO - L'ambasciatore italiano a Berlino, Pietro Benassi, ha inviato una nota allo Spiegel, di cui ha richiesto la pubblicazione, per stigmatizzare l'articolo "Gli scrocconi di Roma", che è stato pubblicato dal settimanale tedesco. "La dialettica politica appartiene alla libertà di stampa e al discorso democratico. Ciò che lascia un retrogusto pessimo è il modo in cui questa critica è indirizzata ad un intero popolo", ha sottolineato Benassi. «Si tratta di un sistema molto facile e seducente per eccitare gli animi. Ne è capace chiunque. Ma - conclude l'ambasciatore - è una strada pericolosa per condurre la dialettica in Europa. Alla sua fine ci sono solo perdenti».

Italia scroccona
Il settimanale tedesco Der Spiegel ha accusato l'Italia di voler "scroccare" dal resto dei partner dell'Unione europea, in un durissimo articolo firmato da Jan Fleischauer. Non si tratta di un paese povero, scrive il giornalista nel suo commento al piano del futuro governo: "Come si dovrebbe definire il comportamento di una nazione che prima chiede qualcosa per lasciarsi finanziare il suo proverbiale 'dolce far niente', e poi minaccia coloro che dovrebbero pagare se questi insistono sul regolamento dei debiti? Chiedere l'elemosina sarebbe un concetto sbagliato. I mendicanti almeno dicono grazie, quando gli si dà qualcosa. Scrocconi aggressivi si avvicina di più" alla condotta dell'Italia. "In effetti si procede verso il ricatto", continua Spiegel, affermando che "rispetto all'Italia la Grecia è una bazzecola".

Attacco anche a Draghi
"Se gli italiani decidono di non voler assolvere ai loro pagamenti, l'euro è alla fine e la Germania perderà tutti i soldi impegnati per salvarlo", si legge anche. E l'uomo che "ha fornito l'arma" che l'Italia punta contro i suoi vicini "siede a Francoforte", aggiunge il magazine, tirando in ballo Mario Draghi. Il "whatever it takes" pronunciato dal presidente della Bce nel momento più critico dell'eurocrisi, è la tesi, "è stato notato a Roma». "E adesso alla Bce non resta altro che continuare la sua politica perché ogni rialzo dei tassi porterebbe lo Stato italiano all'incapacità di pagare".

La chiusa personale
L'articolo si conclude con un'osservazione dal tono quasi personale: "Io non ho nulla contro persone che vivono al di sopra delle loro possibilità. Per me l'Italia può continuare a praticare l'evasione fiscale come sport nazionale. Trovo però incomprensibile che si vogliano addossare i costi delle proprie decisioni politiche ad altri che hanno un'altra concezione della politica. Questo difficilmente si concilia con il mio concetto di democrazia». "Chi vorrebbe essere considerato uno scroccone? Gli italiani, così almeno pare, hanno superato questa forma di orgoglio nazionale".