12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Governo

Tra sarcasmo e frustrazione, l'ultimo discorso di Gentiloni premier uscente

Il discorso del presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni ai dipendenti di Palazzo Chigi

ROMA - "Non c'è dubbio che i passi avanti fatti non hanno eliminato le conseguenze delle cicatrici e delle ferite ancora aperte». Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, salutando dipendenti e collaboratori a Palazzo Chigi. Pacato come sempre, con qualche passaggio tra il sarcastico e l'ironico, il premier uscente sottolinea cheil suo mandato va a completare un percorso di tre governi, "non è la prima volta». E' certo di lasciare un Paese "con più crescita, con più lavoro, più diritti, con conti in ordine, più sicurezza", avendo "inferto colpi" molto importanti al traffico clandestino di esseri umani e avendo occupato il posto che compete all'Italia nel contesto internazionale ed europeo. Questo lavoro "certamente" non ha cancellato le ferite di una crisi lunghissima, e il risultato delle elezioni è lì "a ricordarcelo in modo serio: tutto deve fare chi governa tranne mancare di rispetto ai risultati delle elezioni». "Non so se ci sia una stanza dei bottoni, se c'è a me non l'hanno mostrata, sinceramente" continua, scherzando, il presidente del Consiglio.

Troppi stereotipi sulla PA?
Gentiloni ha salutato le strutture, il personale, lo staff ("la mia squadra del cuore") ripercorrendo l'attività dell'ultimo anno e mezzo ma anche le precedenti esperienze nelle amministrazioni pubbliche, dal Comune di Roma al Ministero delle Comunicazioni a quello degli Esteri. E proprio a proposito dell'esperienza come ministro delle Comunicazioni ha scherzato ancora: "Dopo il mio servizio è stato chiuso, non so se per cause...quando l'ho frequentato era un Ministero». Nella sua esperienza a contatto con la P.A., ha detto ancora, "ho avuto innumerevoli occasioni per vedere smentiti molti stereotipi sul funzionamento della Pubblica amministrazione. Chi viene da fuori pensando che tutto sia facile, non c'è riferimento all'attualità, si rende conto in poche settimane di quanto sia assolutamente complessa. Dobbiamo rendere il sistema meno complesso, però c'è un certo livello, perché le regole devono essere rispettate, oltre il quale non si può andare. La Presidenza del Consiglio conferma la grandissima qualità del nostro servizio amministrativo e pubblico ai cittadini".

"Italia tra i 10 Paesi più importanti al mondo"
A Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio, c'è la cabina di regia dell'attività di governo, dalla quale in fondo dipende l'indirizzo, il coordinamento, l'impulso e, in ultima analisi, la decisione di tutto quello che fa il governo. E quindi dalla forza, autorevolezza, responsabilità di questa cabina di regia dipende la qualità dell'azione di governo "di uno dei dieci Paesi più importanti del mondo». "Qui - ha aggiunto - non stiamo in una qualunque delle strutture della Pubblica amministrazione, ma nel cuore dell'azione amministrativa e di governo". 

Curare le ferite ancora aperte
"Risalire una china per cinque lunghi anni come l'Italia ha fatto non è semplice: purtroppo ad andare fuori strada non servono cinque anni ma pochi mesi, a voltepoche settimane». E ancora: "Bisogna curare le ferite ancora aperte ma farlo cercando di andare avanti, mantenere qualità, responsabilità e impegni nell'azione di governo. Credo sia molto importante e sia l'unico messaggio che è giusto mandare al governo che nei prossimi giorni sostituirà quello che io ho presieduto", conclude.