26 giugno 2019
Aggiornato 02:30
Governo

Il Movimento 5 stelle al governo, la vittoria di Grillo e Di Maio

Di Maio: «Oggi comincia la terza Repubblica, ve l'avevo promesso». Grillo: «Luigi ha tutto il mio appoggio»

Luigi Di Maio e Beppe Grillo
Luigi Di Maio e Beppe Grillo ( ANSA )

ROMA - «Oggi comincia la terza Repubblica,ve l'avevo detto, l'avevo promesso». Così il capo politico del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, ha commentato la convocazione di Giuseppe Conte al Quirinale. «Ovviamente - aggiunge - è il presidente che decide ma se è stato convocato....». Su Conte è poi intervenuto dal suo blog anche Beppe Grillo che affronta le polemiche sul suo curriculum definendole un «malignogossip», un «check-up futile» che imperversa «a partire dal minuto esatto in cui si è fatto il suo nome. E' il brulicame di microscopici colpi di coda, davvero un brutto spettacolo - aggiunge il cofondatore del MoVimento - inscenato senza alcuna regia preordinata. E' la casta che decade, che si agita per puroistinto di sopravvivenza». E se la Lega Nord ha accolto con «soddisfazione» e con un «pronti a partire» la convocazione al Quirinale di Giuseppe Conte, indicato assieme al M5s come premier del nuovo governo, in casa 5 stelle è già festa grande. Ed è già il momento delle conglaturazioni. E tutti guardano in un'unica direzione: Luigi Di Maio. Lui, anche per Beppe Grillo, il grande artefice dell'operazione che porterà per la prima volta al governo del Paese il Movimento 5 stelle

Grillo a Di Maio: «Hai tutto il mio appoggio»
«Luigi hai tutto il mio appoggio, dobbiamo soltanto resistere a questo ulteriore rilancio di calunnie, è soltanto la paura di chi non si è mai voluto giocare qualcosa in cui credesse veramente nella vita, di gente che crede di essere coperta da un vaccino per le sconfitte; niente di più». Beppe Grillo sul suo blog, nelle ore che stanno portando al governo del Paese il Movimento 5 stelle, anche se in coabitazione con la Lega Nord, appoggia pubblicamente il capo politico Luigi Di Maio: «L'idea stessa che noi e la Lega siamo in procinto di generare una nuova forza di governo - prosegue - in grado di rappresentare stabilmente un faro sempre fisso in Europa per tutti coloro che vi si smarriscono nell'avvilimento, ha scatenato i media in un'ultima offensiva. Sì, un'offensiva, nel senso che offende la mente di chiunque sia curioso di conoscere meglio questa nuova realtà, senza nasconderla con i rigurgiti dal trapassato remoto di figure patetiche e guascone».

L'attacco di Grillo alla stampa
Poi Beppe Grillo passa all'attacco nei confronti del mondo dell'informazione: «Ancora lividi in volto per la stangata di marzo, cui va aggiunta la recente tornata elettorale in Val d’Aosta, che hanno schiacciato al livello della Bonino i partiti di plastica (non mi sento neppure di nominarli oramai, è una questione di igiene personale). Gente incapace di leccarsi le ferite, preferiscono lasciarsi travolgere dalla gelosa invidia: quel mostro dagli occhi verdi disgustato proprio da ciò che lo nutre (quella che Iago scaglia contro Otello). A marzo il paese si è espresso molto chiaramente affinché le zampate di una finanza mannara fossero allontanate dall’economia, dalle loro vite. Perché l’Europa non fosse più un campo di concentramento monetario, ma potesse davvero diventare un’unione di culture ed intenti. La casta era acciaccata ma il popolo italiano ha chiesto ancora di più dalle urne, ha compreso quanto sia necessario rivedere le clausole «europee». Ha chiesto di colmare il vuoto di politica e condivisione che definisce l’Europa: 500.000 di esseri umani, compreso quello che hanno, a far da garanzia per una moneta fantasma che richiede vincoli e non concede nulla a chi vuole fare impresa. Così noi e la Lega siamo cresciuti e i serventi della finanza sono stati minorizzati ed umiliati. Purtroppo essere sconfitti non basta a menti bifolche, è gente incapace di cambiare, perché non ha nulla da cambiare. Se tu devi cambiare qualcosa è necessario innanzitutto che esista quella cosa: un’idea, una visione del paese; ma se non ce l’hai mai avuta cosa cambi?».