23 gennaio 2021
Aggiornato 14:00
Genova

Terrorismo, individuati e condannati 3 estremisti islamici: in appello la pena più lunga scende a 4 anni

Ridotte tutte e 3 le condanne, seguirà espulsione. Arruolavano "fedeli" dal Nord Africa, poi spediti in Siria e Libia. Nel telefonino di uno dei tre trovato il giuramento di fedeltà all'ISIS, il testo che ogni terrorista sembrerebbe dover recitare prima di entrare in azione

GENOVA - Pene ridotte in appello per i tre presunti terroristi appartenenti a una cellula operante tra la Liguria e Brescia.

CONDANNE - La corte d'assise d'appello di Genova ha condannato a 4 anni (6 anni in primo grado) Tarek Sakher, algerino di 35 anni. Pene ridotte a 3 anni e otto mesi ciascuno, e reato riqualificato in apologia del terrorismo, per i due fratelli egiziani Abdelhakim, 44 anni, e Antar Hossameldin 37 (6 anni e 5 anni in primo grado). Confermata l'assoluzione per Hosny Mahmoud El Hawary Lekaa, egiziano di 32. Disposta l'espulsione per i tre a fine pena.

LE ACCUSE - L'organizzazione dove operavano i tre è stata accusata di diffusione di materiale jihadista e di lavorare come selezionatore di "fedeli" dal Nord Africa, dirigendoli poi verso Siria e Libia.

SAKHER - L'uomo condannato alla pena più elevata, Tarek Sakher, era in contatto con una cellula fondamentalista a livello europeo e sembrava in procinto di organizzare o compiere un attentato. Nel suo telefonino, oltre a conversazioni preoccupanti tramite la piattaforma Telegram, sono stati ritrovati immagini e video riconducibili agli scopi, azioni e ideologie dell'ISIS: bambini soldato, foto dei membri della squadra responsabile degli attentati a Parigi e il giuramento di fedeltà all'ISIS.

IL FRATELLO - Oltre ai contatti con altri estremisti in tutta europa dalle indagini è emersa l'identità del fratello Redouane, espulso dall'Italia grazie alle indagini della procura di Genova, che hanno accertato la sua decisione a immolarsi per l'ISIS.

L'EGIZIANO ABDELHAKIM - Il fratello maggiore, ex macellaio in cassa integrazione, arrestato in provincia di Milano è stato identificato dall'accusa come il reclutatore dei "guerrieri" da inviare in Siria e Libia.