15 agosto 2018
Aggiornato 21:00

Di Maio smette i panni dell'uomo solo al comando e smentisce la staffetta

Il capo politico del M5s smentisce i vari nomi in circolazione riguardo al possibile premier, e si dice pronto a un passo di lato con Salvini
Il capo politico del M5s Luigi Di Maio
Il capo politico del M5s Luigi Di Maio (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - «Per quanto riguarda il nome» del presidente del Consiglio del possibile governo Lega-M5S «non si chiude finché non si è chiuso veramente». Luigi Di Maio, capo politico M5S, lo dice lasciando il palazzo dei Gruppi alla Camera. «Per questo voglio dirvi anche che qualsiasi indiscrezione stia circolando, qualsiasi staffetta, io o Salvini premier, sono tutte questioni che secondo me appartengono ai retroscena e che in questo momento non corrispondono alla realtà», aggiunge Di Maio. «Qualsiasi nome stia girando secondo me è bruciato», sottolinea. "Io mi auguro che si possa far parte del governo per mettersi alla prova in prima persona, ma seserve per farlo partire io e Salvini siamo pronti a stare fuori». Lui e Salvini dovranno dirimere alcune questioni, "non è un contratto già esaustivo ma abbiamo messo su gran parte del lavoro». "Voglio ringraziare i parlamentari che hanno lavorato al tavolo, in tempi record hanno portato a casa un sacco di risultati per noi incredibili": l'acqua pubblica, il reddito di cittadinanza, il taglio ai costi della politica, la riduzione del numero dei parlamentari nel contratto. "È un grande tema da affrontare insieme». Ci sono le riforme per le imprese, interventi importantissimi che riguardano il gioco di azzardo e le patologie relative. "Sono orgoglioso dei risultati", ha concluso Di Maio.

Lo spread, come volevasi dimostrare, sale
Ma a interessare il leader grillino in queste ore c'è anche il rialzo dello spread sui titoli di Stato italiani: «Guarda caso appena abbiamo fatto l’ipotesi del governo M5s e Lega cominciano le fibrillazioni, vedo una certa paura da parte di alcuni eurocrati, ma non mi spaventano». Guarda poi alle posizioni europee sulla formazione del governo: "Posso capire che l'accordo" per un governo di cambiamento "spaventi un certo establishment europeo. Con l'Europa ci sarà massimo dialogo, ma non saremo subalterni a qualche eurocrate", scandisce aggiungendo che grazie al dialogo con la Lega "abbiamo messo a punto nuove procedure sia per il dialogo con la Ue sia in merito alla delegazione tecnica daportare" a Bruxelles a supporto di quella politica.

Il comitato di concilazione che divide
Fa anche un raffronto con il modello tedesco a lui tanto caro: "Non capisco perché il comitato di conciliazione in Germania è fra le buone pratiche di governo e qui da noi è dittatura». A chi gli fa notare che in Germania almeno il capo del governo era noto fin dall'inizio, Di Maio ha replicato con una battuta: "Quindi adesso mi state dicendo che facevo bene a insistere sul nostro 32 per cento...». In ogni caso, ha ribadito, "stiamo cercando una soluzione politica sul premier, mica stiamo cercando uno per strada".