17 giugno 2019
Aggiornato 06:30
Sanità

«La sharia non sarà mai legge in Italia»: Giorgia Meloni contro l'ospedale di Lodi

Medici donna per le pazienti islamiche e stop all'uso di membrane di origine suina. La rabbia di Fdi

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia ( ANSA )

LODI - Giorgia Meloni su Facebook attacca duramente la decisione dell'ospedale Maggiore di Lodi di varare un protocollo che guarda alle esigenze delle donne di religione islamica. Nel mirino della presidente di Fratelli d'Italia la decisione dell'ospedale di non usare più membrane di origine suina e di mettere a disposizione medici donna per le pazienti musulmane. Un protocollo definito «delirante» da Giorgia Meloni che ha annunciato «insieme a tutti i nostri parlamentari eletti in Lombardia un'interrogazione urgente per bloccare questa follia». Poi, l'urlo di guerra: «La sharia non sarà mai legge in Italia!».

Il protocollo dell'ospedale di Lodi
Al centro della questione la decisione dell'ospedale di Lodi di varare un protocollo, steso dal primario del reparto di Chirurgia plastica Daniele Blandini, che è stato approvato dalla direzione e concordato con la comunità islamica della moschea di via Lodi Vecchio. «Il primo progetto in materia» in Italia prevede l'assistenza di sole operatrici donne per le pazienti di religione islamica e lo stop alle membrane di origine suina per la ricostruzione mammaria. Un'esigenza che, secondo quanto spiegato dallo stesso chirurgo sul quotidiano Il Cittadino, deriva dal fatto che le tecniche ricostruttive più moderne prevedono talvolta, dopo l’asportazione del tumore, l’uso di materiali biologici di provenienza suina. Al posto di questo tipo di materiale sarà usato il pericardio del cavallo. Niente materiali sintetici, quindi, perché il tessuto, al fine di integrarsi con la pelle umana, deve necessariamente essere di origine animale.

La rabbia di Fratelli d'Italia
Una decisione che, se salutata con favore dalla comunità islamica del comune lombardo, ha trovato la netta opposizione delle forze politiche di centrodestra, Fratelli d'Italia in primis, che ha annunciato la presentazione di un'interrogazione urgente al ministero della Sanità con il fine di valutare la correttezza di questo protocollo che punta a sostuire il derma porcino per ricoprire il muscolo e la protesi dopo una ricostruizione mammaria con del tessuto di origine equina. Al centro delle polemiche anche la decisione di dotare l'ospedale di una speciale equipe femminile per assistere le pazienti e venire così incontro ai dettami della religione islamica.