Italia | Terrorismo islamico

Aveva giurato fedeltà a Daesh e chiesto asilo politico in Italia il gambiano arrestato nel centro di accoglienza di Pozzuoli

Era sbarcato nel porto di Messina un anno fa. Gabrielli difende il sistema di sicurezza italiano

La conferenza stampa del capo della Polizia Franco Gabrielli in cui annuncia l'arresto di un gambiano a Pozzuoli affiliato a Daesh
La conferenza stampa del capo della Polizia Franco Gabrielli in cui annuncia l'arresto di un gambiano a Pozzuoli affiliato a Daesh (DiariodelWeb.it)

POZZUOLI - Era sbarcato un anno fa a Messina con altri 638 migranti, 209 dei quali venivano dal Gambia ed erano partiti dalla Libia. Era titolare di un foglio di soggiorno provvisorio, in attesa che venisse esaminata la sua richiesta di asilo politico. Aveva giurato fedeltà al cosiddetto Islamic State, o Daesh, con una registrazione video diffusa sui canali della app Telegram. Questa la ragione dell'arresto di un ventiduenne gambiano, Alagie Touray, che era sbarcato nel porto di Messina a marzo di un anno fa, titolare di un permesso provvisorio di soggiorno e registrato nel centro di accoglienza per migranti di Pozzuoli. A riferire nei dettagli la notizia alla stampa è stato il procuratore Giovanni Melillo, insieme al capo della Polizia Franco Gabrielli. Il giovane gambiano, Alagie Touray, è stato fermato il 20 aprile scorso ma la notizia è stata coperta da riserbo. Il grave indizio a carico di Touray (nato il 10 dicembre 1996) è quello di partecipazione all'organizzazione terroristica conosciuta come Islamic State o Daesh. L'indagine, come hanno sottolineato sia il procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, che il capo della polizia, Franco Gabrielli, è stato adottato dalla Procura su attività di indagini frutto di un coordinamento fra Digos della Questura di Napoli e il Ros dei carabinieri.

Il video su Telegram
In sostanza, gli inquirenti hanno acquisito un video diffusi sui canali della app Telegram, in cui il giovane prestava giuramento al "Califfo" Abu Bakr al Baghdadi riconosciuto come capo dell'organizzazione terroristica cui sono attribuiti efferati attacchi anche nei territori dell'Unione europea. La registrazione era stata effettuata all'interno del Centro di accoglienza per migranti di Pozzuoli, dove il gambiano era da circa un anno. Nel corso degli interrogatori svolti a seguito del fermo, l’uomo ha ammesso di aver personalmente curato la registrazione audiovideo del giuramento e ha detto di aver ricevuto via Telegram la richiesta «di lanciare un’autovettura contro la folla», pur aggiungendo, confusamente, di non aver mai avuto intenzione reale di dare seguito al progetto di attacco. Il video sarebbe stato girato con un cellulare e il 10 aprile scorso all'interno della sala mensa della struttura alberghiera in località Licola che è adibita a centro di accoglienza. 

Gabrielli difende il sistema di sicurezza
Intanto il capo della Polizia Franco Gabrielli rassicura sul sistema di sicurezza italiano: "Non amplifichiamo, non facciamo ipotesi che non hanno corrispondenza con la realtà. Sottoliniamo che il sistema sicurezza in Italia ha funzionato». "Non è stato sventato nessun attentato a Napoli o da altre parti - ha detto Gabrielli - ma è stato individuato un soggetto che ha fatto giuramento di fedeltà a Daesh. Vuol dire avere preventivamente individuato un soggetto che aveva dato questa disponibilità a preparare un attentato". L'importanza di questo arresto sta nel fatto che "per la prima volta si arriva a individuare un soggetto che ha fatto giuramento a Daesh in modo preventivo. In genere il giuramento è prodromico al compimento di attentati ma lo si accerta in modo 'postumo'. Sia chiaro - conclude Gabrielli - non è stata accertata alcuna reale progettualità terroristica".