16 novembre 2018
Aggiornato 10:00

Nessun testa a testa: in Molise il centrodestra batte il M5s

Per il M5s si tratta di un risultato ben al di sotto dell’exploit visto alle Politiche dove ha conquistato il 44% dei consensi dei molisani
Elezioni in Molise
Elezioni in Molise (ANSA)

CAMPOBASSO - Nessun testa a testa alle elezioni regionali in Molise tra il centrodestra e il Movimento cinque stelle: è la coalizione di centrodestra ad essere in vantaggio quando lo scrutinio si aggira intorno al 75% delle schede. Con 342 sezioni scrutinate su 394 – i dati sono pubblicati in tempo reale sul sito della Regione Molise – il candidato di centrodestra Donato Toma è al 44,6% dei voti, seguito dal candidato del Movimento 5 stelle Andrea Greco al 37,2%. Ben sette punti di distacco. Più indietro il candidato di centrosinistra Carlo Veneziale, al 16,9%, mentre il candidato di Casapound Italia Agostino Di Giacomo è allo 0,35%. Per il Movimento cinque stelle si tratta di un risultato ben al di sotto dell’exploit visto alle Politiche dove ha conquistato il 44% dei consensi dei molisani. Greco per ora resta al di sotto del 40% ma il Movimento resta il partito più votato del Molise con oltre il 37% dei consensi. Buon risultato, invece – sempre secondo i dati parziali ma già indicativi – per il centrodestra che vede Forza Italia primo partito con il 9,5% e la Lega seconda con l’8,2%. Il Pd prosegue la parabola negativa vista alle Politiche finendo addirittura al 10,4% rispetto al 15,2% della consultazione del 4 marzo.

Affluenza al 52,17%
L’affluenza definitiva, alla chiusura dei seggi ieri alle 23, è stata del 52,17% con un calo vistoso rispetto alla tornata amministrativa del 2013, meno 9 punti, e alle politiche dello scorso 4 marzo. Sono 331mila i molisani, di cui 78.025 residenti all’estero, che sono stati chiamati a eleggere il successore del governatore Paolo Frattura del Pd. In corsa Andrea Greco (M5S), Donato Toma (centrodestra), Carlo Veneziale (centrosinistra) e Agostino Di Giacomo (CasaPound).

Test nazionale
Il voto nella più piccola delle regioni a statuto ordinario si configura comunque come un test nazionale dopo settimane di stallo sulla formazione del governo e del resto tutti i leader nazionali, da Matteo Salvini a Silvio Berlusconi e Luigi Di Maio hanno fatto tappa in Molise durante la campagna elettorale. Ieri sera è giunto anche l’appello del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano per un «governo nella pienezza delle sue funzioni». Il senatore a vita ha criticato i «troppi esclusivismi e pretenziosità» in una situazione nella quale «nessuno ha la maggioranza in Parlamento» e ha ricordato che «gli accordi si negoziano non è che il governo di larghe intese in Germania è nato per incanto», «non si mette avanti la propria predestinazione a questo o quell’incarico di governo».