24 settembre 2018
Aggiornato 01:30

Berlusconi tiene duro e difende la linea Salvini

«Questo esecutivo ha bisogno di numeri parlamentari che il centrodestra da solo non è in grado di assicurare e quindi si possono fare accordi chiari con altri»
Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi con la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini
Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi con la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini (ANSA/ETTORE FERRARI)

ROMA – Berlusconi pensa ai problemi che affliggono gli italiani. O almeno, questo è quanto ha detto. "Abbiamo rappresentato al capo dello Stato l'urgenza di affrontare i problemi che riguardano gli italiani e che tutte le forze politiche hanno sollevato in campagna elettorale con accenti diversi indicando soluzioni diverse" ha commentato al termine delle consultazioni al Quirinale sulla formazione del governo. Il tema del lavoro, in particolare la disoccupazione giovanile che è aumentata, il divario tra Nord e Sud del paese, la pressione fiscale, l'oppressione della burocrazia e l'oppressione giudiziaria, la riduzione della spesa pubblica e degli sprechi - ha spiegato - il tema della sicurezza e la presenza di troppi immigrati clandestini. Tutte queste sono «urgenze che richiedono un governo fondato su un programma coerente e in grado di lavorare per un arco temporale adeguato».

Governo? Deve partire con la Lega
E il Governo non potrà non partire dalla colazione che ha vinto le elezioni, cioè il centrodestra e dal leader della forza più votata, cioè la Lega. Su questo punto il Cavaliere sembra più che determinato. "Questo esecutivo ha bisogno di numeri parlamentari che il centrodestra da solo non è in grado di assicurare e quindi si possono fare accordi chiari con altri soggetti - ha aggiunto -, siamo consapevoli che dalle urne è uscito uno scenario politico inedito, ha prevalso il voto di protesta, del dispetto, del malcontento e della delusione». Il voto del 4 marzo è stato un "voto sulla protesta, il malcontento, il dispetto, la delusione", e tuttavia "non siamo disponibili a soluzioni di governo in cui prevalgano l'invidia e l'odio sociale, il pauperismo, il giustizialismo». Un governo di questo tipo, ha aggiunto Berlusconi - che non ha lasciato spazio a domande dei giornalisti - "ci metterebbe in difficoltà in Europa e innescherebbe una spirale recessiva con fallimenti a catena a partire dal settore bancario». "Siamo disponibili a partecipare a soluzioni serie basate su accordi chiari e su cose concrete e fattibili, credibili in sede europea». Lo ha detto il leader di Fi Silvio Berlusconi al termine delle consultazioni al Quirinale sulla formazione del governo.

Gelmini: basta con inutili giochi di palazzo
Insomma, viene ribadita in tutte le salse l'unità della coalizione di centrodestra. A chiarirlo è anche la capogruppo di Forza Italia alla Camera Mariastella Gelmini: "Con il presidente Berlusconi oggi abbiamo ribadito con forza l'unità della coalizione di centrodestra e l'indisponibilità per qualunque forma di dialogo o ipotesi di governo con chi pone veti inaccettabili». "Illustreremo il nostro progetto di Paese, i nostri programmi premiati nelle urne, le nostre idee sul fisco, sul lavoro, sull'occupazione giovanile, sulla famiglia, sulla sicurezza, sulla povertà. Ricette concrete per far ripartire l'Italia e per dare una speranza ai nostri concittadini che dopo le parole della campagna elettorale adesso, giustamente, pretendono i fatti». A giudizio di Gelmini "il vero cambiamento sarebbe accettare la volontà del popolo sovrano e smetterla di cavalcare inutili giochi di Palazzo che nulla hanno a che vedere con la democrazia e che rischiano di far perdere al Paese ulteriore prezioso tempo. Basta prese in giro, basta diktat, basta ultimatum. Gli italiani vogliono solo un governo degno di questo nome e che lavori seriamente per risolvere i loro problemi".