28 febbraio 2020
Aggiornato 07:00
Governo

Consultazioni al Colle: Mattarella e l'impasse (quasi) impossibile da sciogliere

Al via le consultazioni delle forze politiche al Quirinale, e il Presidente vuole un governo che sia all'altezza della sfida. Sì, ma quale?

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. ANSA

ROMA - Un governo all'altezza della situazione, che sappia rispondere alle esigenze dei cittadini. Le consultazioni di Sergio Mattarella per la formazione del governo inizieranno domani alle 10,30, ma alla vigilia dal Quirinale fanno già intendere quale sarà l'atteggiamento con cui il Presidente della Repubblica si porrà all'ascolto dei gruppi parlamentari. Non la mera registrazione delle posizioni in campo, perchè Mattarella si farà portavoce con i partiti delle esigenze dei cittadini e chiederà per questo alle forze politiche proposte, indirizzi e indicazioni programmatiche concrete per dare al Paese, appunto, un governo all'altezza della situazione.

I colloqui
I colloqui del capo dello Stato cominceranno mercoledì alle 10.30 con il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e termineranno il giorno successivo, giovedì 5, alle 16.30 con i gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle. Oltre 400 tra giornalisti, fotografi, operatori accreditati, di cui 60 appartenenti a stampa estera: potranno accedere alla sala stampa nella loggia d'onore (più nota come la Vetrata) dalle 9. La sala chiuderà una ora dopo fine consultazioni e riaprirà un'ora prima inizio.

Martina: ora tocca ad altri
In queste ore si susseguono dichiarazioni da parte degli esponenti politici che potrebbero non essere di aiuto, allo stato, al lavoro che si appresta a fare Mattarella. Ciò che emerge è che la situazione di fatto è congelata al 5 marzo, il giorno dopo le elezioni. I partiti stanno ribadendo le loro posizioni. Oggi il segretario reggente del Pd Maurizio Martina ha ripetuto che il partito è pronto ad ascoltare cià che dirà il capo dello Stato «ma ora tocca alle altre forze politiche esplicitare chiaramente qual è la prospettiva che intendono dare al Paese».

Tajani: le elezioni le ha vinte il centrodestra
Chiaro anche l'intervento di Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo e esponente di FI, diretto al veto di M5S nei confronti di Silvio Berlusconi. «Forza Italia - ha chiarito - è Berlusconi. E senza Forza Italia non si fa alcun governo. Rappresentiamo il 14% degli elettori, abbiamo 170 parlamentari e siamo il primo gruppo del centrodestra al Senato». Tajani ha spiegato che alle consultazioni «si parte dalla base che hanno scelto gli italiani il 4 marzo. La forza di maggioranza relativa è la coalizione di centrodestra. Le elezioni le abbiamo vinte noi, non i 5 Stelle». Una linea che con ogni probabilità verrà riconfermata domani, quando Silvio Berlusconi sarà a Roma per riunire i vertici del partito alla vigilia della salita al Colle.

M5S e Lega in trincea
Fra M5S e Lega continua poi a svilupparsi il confronto su chi sarà il prossimo premier, se Di Maio o Salvini. Una situazione insomma cristallizzata, che potrebbe avere una accelerazione con il previsto incontro tra i due leader sarebbe dovuto avvenire oggi, o comunque prima delle consultazioni, ma con ogni probabilità slitterà a dopo il primo di giro di incontri al Quirinale. Questo è quindi il quadro che avrà davanti Mattarella. E dal quale dovrà cercare di trarre, probabilmente non a breve, le indicazioni per l'incarico di governo.