26 gennaio 2020
Aggiornato 12:30
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Emma Bonino: la legge Fornero va lasciata così com'è

La legge Fornero va lasciata com'è. A parlare è Emma Bonino, che, in un'intervista al Sole24Ore, difende la tanto contestata legge del governo Monti

Emma Bonino
Emma Bonino ANSA

ROMA - La legge Fornero va lasciata com'è. A parlare è Emma Bonino, esponente di +Europa, che, in un'intervista al Sole24Ore, difende la tanto contestata legge sulle pensioni promulgata da Elsa Fornero durante il governo tecnico di Mario Monti. Sì, proprio quella legge che portò alle lacrime la stessa ex ministra mentre ne annunciava le conseguenze agli italiani in diretta televisiva.  «Per ridurre il debito proponiamo di congelare la spesa pubblica primaria in termini nominali al livello 2017 per tutta la durata della prossima legislatura. Così facendo il bilancio andrebbe in pareggio già nel 2019. Il debito pubblico scenderebbe tra 5 anni sotto il 110% del Pil, contro l'attuale 132. La prima cosa che fa una famiglia responsabile che si è troppo indebitata è, se non ridurre le proprie spese, perlomeno evitare di aumentarle ancora. E questo deve fare la famiglia Italia. La legge Fornero va lasciata così: un euro su tre di spesa pubblica va in pensioni e non si può rischiare di far saltare il banco» ha affermato Bonino.

Demagogia fiscale
A suo avviso, la crociata contro le tasse sulla casa è demagogia pura. «Alleggerire il carico fiscale diretto significa incentivare produzione e occupazione, e far respirare i ceti medi, la spina dorsale di qualunque società avanzata. Noi cerchiamo di proporre cose utili e ragionevoli e non ci scoraggiamo mai quanto alla prospettiva di farle passare - altrimenti io, Emma Bonino, non sarei radicale», afferma Bonino. Quanto al tema della concorrenza, Bonino fa tre esempi: «Privatizzazione delle imprese pubbliche che operano in mercati concorrenziali. Messa a gara dei servizi pubblici locali, come il trasporto pubblico a Roma sul quale il 3 giugno ci sarà un referendum promosso da noi radicali. Messa a gara delle concessioni a privati del patrimonio pubblico secondo criteri trasparenti, in attuazione della direttiva servizi».