24 ottobre 2020
Aggiornato 02:00
Chiesa

«Cileni, amate la vostra patria»: le parole di papa Francesco che vorremmo sentire in Africa

Chi è abituato a un Bergoglio portatore di un messaggio globalista, è rimasto sorpreso dalle ultime parole pronunciate in Cile

SANTIAGO DEL CILE – Papa choc: dal Cile arrivano notizie di un discorso che non sembrerebbe affatto pronunciato dal pontefice, o almeno da quello attuale. «La strada per l'orizzonte dev'essere fatta con i piedi per terra. E cominci con i tuoi piedi nella terra della patria. E se non ami il tuo paese, non credo che verrai ad amare Gesù e ad amare Dio» sono state le parole di fronte ai giovani incontrati nel santuario di Maipù. Dov’è finito il Bergoglio che predica l’abbattimento delle frontiere e l’accoglienza forzata?

L’omelia di Natale
Nelle scorse settimane, sul DiariodelWeb.it avevamo analizzato le parole pronunciate – sempre più frequentemente – da papa Francesco (leggi qui). Nell’omelia della messa di Natale, il ricordo di Giuseppe e Maria che hanno lasciato la loro terra per essere censiti ha dato vita ad interpretazioni dal sapore politico in favore dell’ottica dell’accoglienza dei migranti. «E poi – ha affermato Bergoglio – si trovarono ad affrontare la cosa forse più difficile: arrivare a Betlemme e sperimentare che era una terra che non li aspettava, una terra dove per loro non c’era posto». Come abbiamo ricordato, Betlemme – città di Giuseppe – non era ostile ai genitori del Cristo: semplicemente non c’era posto dove poter soggiornare. In ogni caso, Giuseppe e Maria non fuggivano da guerre né erano perseguitati. Per questo, anche per le parole successive nell’omelia, il discorso di Bergoglio è apparso a molti fuorviante alla luce del IV Comandamento che ordina di onorare i genitori «affinchè si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio».

Parole nuove e diverse
In Cile, dunque, Francesco ha parlato soprattutto di amore per la Patria: «L’amore per la madrepatria è un amore per la madre. La chiamiamo Patria, perché qui siamo nati; ma lei stessa, come ogni madre, ci insegna a camminare e si offre a noi così da farla sopravvivere a un'altra generazione». Poi, però, arriva la precisazione: «Se non siete patrioti – non nazionalisti, eh! – non farete nulla nella vita, perché i figli devono amare il loro Cile, perciò fate qualcosa per il vostro Cile. Ragazzi, ragazze, adorate il vostro Cile!». Ecco, e se queste parole, il pontefice le rivolgesse ai milioni di giovani africani? 

L’appello dei vescovi africani
Nella stessa direzione in cui è andato il discorso pronunciato in Cile da Bergoglio, sono andati gli appelli di mons. Djomo. In occasione della riunione della Gioventù Cattolica Panafricana che si è svolta a Kinshasa nell’agosto 2015, il vescovo di Tshumbe e presidente della Conferenza Episcopale della Repubblica democratica del Congo, aveva definito i giovani africani «il tesoro dell’Africa», invitandoli a utilizzate i loro talenti e le altre risorse a loro disposizione per rinnovare e trasformare il loro continente e per la promozione della giustizia, della pace e della riconciliazione durature in Africa. Sia il messaggio di mons. Djomo che il recente discorso di papa Francesco in Cile, è stato quasi ignorato dai media mainstream: e qui ci si pone il problema dell’attenzione mediatica che privilegia solo alcune parole del pontefice rispetto ad altre. Ora, però, si spera che lo stesso messaggio che Bergoglio ha lanciato in Cile, verrà rivolto ai giovani africani.