18 ottobre 2019
Aggiornato 03:00

Il M5s chiede l'intervento dell'Osce: «In Italia brogli e voti di scambio, serve focus per prossime elezioni»

Il Movimento 5 stelle denuncia il voto inquinato nel Belpaese e ritiene necessaria una missione dell'OSCE per garantire il regolare svolgimento delle prossime elezioni

Luigi Di Maio chiede l'intervento dell'OSCE in Italia
Luigi Di Maio chiede l'intervento dell'OSCE in Italia ANSA

ROMA - Il Movimento 5 stelle lancia un appello all'OSCE in vista della prossima tornata elettorale. Secondo gli esponenti pentastellati è necessaria in Italia una missione dell'Osce di monitoraggio delle prossime elezioni politiche e di focus sui media che non rispettano i tempi di parola dei vari gruppi politici. Lo scrivono Luigi Di Maio, Emanuele Scagliusi, Fabio Massimo Cataldo e Ignazio Corrao (M5s) in una lettera indirizzata a Michael Georg Link, Direttore dell'ODIHR: Ufficio OSCE per le Istituzioni Democratiche ed i Diritti Umani (ODIHR), Varsavia e a Roberto Montella, Segretario Generale OSCE PA. I pentastellati esprimono una forte «preoccupazione», in vista delle prossime elezioni politiche che si terranno in Italia nei primi mesi del 2018. Secondo i grillini, infatti, già nelle ultime elezioni regionali, svoltesi in Sicilia nel Novembre scorso, si sarebbero riscontrati casi di voto di scambio e di brogli.

Possibili voti da scambio e brogli in Sicilia
È trascorso quasi un mese dalle elezioni e «non sono mancate le testimonianze di voto di scambio", scrivono i pentastellati nella missiva. Giusto per citare gli esempi più eclatanti, «vorremmo porre alla vostra attenzione quanto appreso da un servizio andato in onda su una emittente nazionale», nel quale le immagini svelano una presunta compravendita di voti in favore di un candidato consigliere alle ultime regionali. Una donna a cui era stata offerta, tramite un'intermediaria, la cifra di 50 euro per votare il candidato consigliere di centro destra. Il giorno successivo alle elezioni la stessa persona andava a riscuotere la somma promessa e filmava tutto con l'ausilio di una telecamerina nascosta.

La Polizia di Stato ha avviato un'indagine informativa
Un altro documento filmato mostra invece un elettore che chiede spiegazioni sul voto di sua madre. Secondo l'uomo, che ha registrato di nascosto il suo colloquio con la funzionaria dell'ufficio, la madre sarebbe allettata e interdetta, essendo anche incapace di muovere gli arti, dunque non sarebbe possibile che abbia chiesto di votare nel seggio speciale allestito nella struttura che la ospita. Un servizio che getta l'ennesima ombra sul regolare svolgimento della campagna elettorale e che ha visto la Polizia di Stato avviare una indagine per redigere una informativa sulla presunta compravendita.

Schede elettorali scomparse
«Altri casi - sottolineano ancora i grillini - si sono verificati anche in passato». Come in Campania, dove un votante è stato costretto a 'documentare' la sua preferenza per un determinato candidato e per un determinato candidato consigliere o dove alcuni elettori sono stati sorpresi, in due distinti episodi, a fotografare le proprie schede elettorali con i propri cellulari, dopo aver votato o in Umbria, un rappresentante di seggio del Movimento Cinque Stelle ha denunciato la scomparsa di schede elettorali, che probabilmente dovevano essere utilizzate per 'inserirle' in urna dopo, a votazione già terminata.

Il voto inquinato in Italia è un problema cronico
Questi sono solo alcuni, dei casi verificatisi negli ultimi anni ma, come dimostrano anche le denunce avanzate in passato da alcuni personaggi pubblici italiani, il problema del voto inquinato in Italia è cronico e resiste negli anni. «Vorremmo altresì sottolineare - osservano i pentastellati - la necessità di un focus sulla situazione dei media e del tempo da loro dedicato ai vari gruppi politici». Infatti, «è da mesi che osserviamo una certa riluttanza da parte delle principali emittenti televisive nazionali, pubbliche e private, nel rispettare i tempi di parola» previsti per i vari gruppi politici. Dallo studio dei suddetti dati (www.opentg.it) emerge che il M5S, nonostante alle ultime elezioni politiche fosse il gruppo parlamentare maggiormente suffragato dagli italiani, ha ottenuto molto meno spazio di parola rispetto a gruppi parlamentari meno suffragati.

L'appello del M5s all'OSCE
Il divario diventa ancora più ampio quando si analizzano i dati relativi alle emittenti Mediaset, private ma presenti su tutto il territorio nazionale. Ritenuto che il maggior azionista delle emittenti Mediaset è uno degli attori della imminente campagna elettorale, «diremmo che il rischio di disparità sia tutt'altro che remoto». Secondo M5s, «casi preoccupanti ci sono da tempo anche in Italia e, dal momento che consideriamo l'esito di questo voto determinante per la vita delle istituzioni e dei cittadini italiani, riteniamo opportuno sollecitare l'attenzione dell'OSCE, affinché valuti l'opportunità di avviare una specifica missione di osservazione elettorale e di focus sulla situazione dei media e sul rispetto della par condicio, durante la campagna elettorale per le prossime elezioni politiche del 2018».