12 luglio 2020
Aggiornato 01:30
Centrosinistra

Renzi: «L'unità della sinistra non può dipendere dal carattere di un segretario»

Il segretario del Pd: «E' un errore tenere il Pd nel dibattito pubblico per mesi a discutere solo della formazione di alleanze»

ROMA - «E' un errore tenere il Pd nel dibattito pubblico per mesi a discutere solo della formazione di alleanze che ci auguriamo sia la più ampia possibile tanto che ho rimosso ogni tipo di problema con molta fatica. Come lo vogliamo definire? Tatticismo? Cedimento alla società della comunicazione?
Può darsi. Ma non possiamo occuparci solo di questo»
. Lo ha detto Matteo Renzi, segretario del Pd, alla presentazione del libro 'Sinistra, e poi' di Gianni Cuperlo nell'auletta dei gruppi di Montecitorio.

Facciamo di tutto per tenere aperte le porte
«E' vero - ha sottolineato - che a differenza di Cuperlo non avverto la stessa familiarità con alcuni protagonisti della scissione, è un dato oggettivo e anagrafico ma facciamo di tutto per tenere aperte le porte, facciamo tutti gli sforzi necessari a sostegno del tentativo di Fassino ma dobbiamo anche dare retta ai due milioni che hanno votato alle primarie. Non possiamo il giorno dopo rimettere tutto in discussione, ricominciare tutto da capo. Facendo così si fa il gioco di quegli altri». «La segreteria del Pd - ha osservato Renzi - ha dimostrato di essere pronta a farsi carico delle ragioni degli altri. Quando mi sono dimesso a febbraio, decidendo di anticipare il congresso e le primarie l'ho fatto dopo un colloquio con Cuperlo e una lunga mail di Fassino ma ero profondamente in dissenso. Le mie dimissioni furono una pre-condizione per chi voleva andarsene per non andarsene».