6 dicembre 2019
Aggiornato 00:00
Ricostruzioni da completare

Duplice omicidio a Roma: droga, alcol e degrado. Confessa un pregiudicato evaso dai domiciliari

Due persone uccise in meno di 24 ore: italiano evaso dagli arresti domiciliari ha confessato solo l’omicidio di un trans, non quello di un marocchino

Uccisi con coltellata: un fermato
Uccisi con coltellata: un fermato ANSA

ROMA - Due persone uccise in meno di 24 ore, con la stessa modalità: una pugnalato al cuore. Un italiano evaso dagli arresti domiciliari ha confessato solo l’omicidio di un trans romeno, Laurentiu Ursu di 27 anni, avvenuto in un parco del quartiere Eur, non quello di un marocchino. Il riconoscimento del pregiudicato che si era disfatto del braccialetto elettronico, è avvenuto grazie al ritrovamento di alcuni effetti personali accanto al luogo in cui è stata ritrovata la prima vittima.

Ricostruzioni da completare - Il pregiudicato stava scontando i domiciliari nella sua abitazione di Ostia Antica: giovedì pomeriggio si è liberato del dispositivo elettronico per uscire di casa. Le ricostruzioni sono ancora in fase di completamento: l’uomo avrebbe dichiarato di aver ucciso il transessuale romeno dopo avergli chiesto indietro i soldi perché non si era accorto che non era una donna. La confessione, dunque, sarebbe arrivata solo per il primo omicidio. Dopo aver ucciso il trans, il pregiudicato ha ammesso di aver trascorso la notte con la seconda persona uccisa, bevendo alcol e assumendo sostanze stupefacenti , ma senza uccidere il ragazzo marocchino, incontrato in uno stabile abbandonato nella zona di Tor Cervara-San Basilio.

Il degrado di Roma - I due omicidi sono avvenuti entrambi in due degli angoli oscuri che animano Roma e dimenticati dalle istituzioni. In questi scorci abbandonati all’incuria trovano terreno fertile situazioni di massimo degrado sociale dove possono maturare tragedie come questo duplice omicidio. La vittima trans viveva in un camper nella zona dell’Eur insieme ad altre tre persone: l’abitazione di fortuna è uno dei tanti mezzi che si trovano lungo le strade, ma per le quali nessuno – dalle amministrazioni locali alle forze dell’ordine – interviene per sgomberare per ripristinare uno stato di legalità, anche dopo le numerose denunce fatte dai cittadini. Stessa storia per lo stabile abbandonato in cui il pregiudicato si è incontrato con il marocchino nella zona di Tor Cervara-San Basilio, nell’estrema periferia di Roma.

Polemica sul braccialetto elettronico - L’uomo pregiudicato – che stava scontando una pena per il tentato omicidio (di una persona cosparsa di benzina alla quale ha provato ad appiccare fuoco) e reati contro il patrimonio – è stato rintracciato nel pomeriggio di sabato su Lungotevere dei Vallati e, portato in Questura per essere interrogato. Lì è arrivata la confessione che secondo gli inquirenti sarebbe solo parziale, l’uccisione del trans romeno, ma non quella del marocchino, col quale ha raccontato di aver passato la notte. Ora, però, gli occhi sono puntati sul mancato allarme che doveva scattare con la manomissione del braccialetto elettronico.