Italia | Ius soli

Ius soli, la partita si riapre: Ala pronta a votare il provvedimento

Sullo Ius soli non è finita, come aveva invece fatto intendere nei giorni scorsi fra gli altri la sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi. Al Senato in queste ore si sta lavorando alla creazione di uno schieramento trasversale che possa avere i voti per l'approvazione della legge prima della fine della legislatura

Camera dei deputati
Camera dei deputati (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - Sullo Ius soli non è finita, come aveva invece fatto intendere nei giorni scorsi fra gli altri la sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi. Al Senato in queste ore si sta lavorando alla creazione di uno schieramento trasversale che possa avere i voti per l'approvazione della legge prima della fine della legislatura. A conferma di ciò arrivano le parole di Lucio Barani capogruppo di Ala al Senato. Il partito di Denis Verdini, dopo il sostegno alla manovra del governo Gentiloni, sembra ora schierarsi quasi compatto anche a sostegno della legge sulla cittadinanza. In una intervista a Repubblica Barani assicura: «Certo che voterò lo ius soli, e con me quasi tutto il gruppo, se finalmente avranno il coraggio di portare in aula quella benedetta legge». Barani ricorda che nel gruppo «siamo 14, io dico fin da ora che i due terzi, se non i quattro quinti la pensano come. Insomma 10 su 14 senatori».

157 senatori pronti a votare la legge
Sarebbero infatti 157 i senatori favorevoli alla legge sulla cittadinanza, un numero molto vicino ai 161 della maggioranza assoluta e sufficiente a far passare i provvedimenti nell'Aula di Palazzo Madama. Il dato emerge dal lavoro "sotto traccia" portato avanti da alcuni parlamentari. «Noi non molliamo, siamo ottimisti», ha dichiarato il capogruppo Pd Luigi Zanda. Frena Ap, con l'esponente Valentina Castaldini che a Tgcom24 ha detto: «Non usciremo mai dall'Aula e non voteremo la fiducia».

Lupi: cittadinanza non inizio ma fine di un percorso
Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare, conferma però la posizione di Ap sulla questione: «Leggo di nuove e fantasiose ipotesi di manovre parlamentari per giungere all'approvazione dello Ius soli. Ribadisco quanto Alternativa popolare ha sempre sostenuto: la cittadinanza non è l'inizio ma il termine di un percorso, per la quale ai figli di cittadini stranieri non basta la nascita, ma è il compimento di un percorso che prevede l'apprendimento della lingua e della nostra cultura con i valori costituzionali ad essa connessi».  «In questo sono totalmente d'accordo con il presidente della CEI cardinale Bassetti. La legge in discussione al Senato non dice questo, o almeno, lo dice solo in una parte, quella sullo Ius culturae». Lupi sottolinea che Ap chieda che nel percorso sia coinvolta la famiglia, «che deve sottoscrivere l'adesione ai valori della Costituzione e richiedere espressamente la cittadinanza per il figlio nato in Italia. Di questo vogliamo che si parli, che in Senato si discuta in modo approfondito, non voteremo mai la fiducia posta su un tema così delicato e che non è nel programma di governo, né usciremo dall'Aula. Altri hanno fatto di questo tema una bandiera ideologica da sventolare in campagna elettorale, noi l'integrazione la vogliamo sul serio, e ad essa serve una buona legge, non questa».