22 maggio 2019
Aggiornato 11:30
Trasporto pubblico locale

Bagarre in Municipio sull'Atac, Raggi «Resta pubblica», Radicali «Incapaci»

La sindaca di Roma: «La più grande azienda dei trasporti d'Europa rischiava il fallimento. Noi la salveremo con il concordato preventivo»

ROMA - «Siamo qui per illustrarvi il lavoro svolto nell'ultimo anno su Atac. La più grande azienda dei trasporti d'Europa. La certezza è che per effetto di politiche sciagurate, Atac rischiava il fallimemto. Noi la salveremo e tenendola saldamente in mano pubblica». Così la sindaca di Roma Virginia Raggi aprendo l'Assemblea straordinaria su Atac. «Per effetto di politiche sciagurate negli anni Atac ha accumulato oltre 1 miliardo di debiti e rischiava il fallimento: noi la salveremo mantenendola saldamente in mano pubblica. Salveremo un patrimonio di tutti i romani, migliaia di posti di lavoro e rilanceremo un servizio fondamentale per la Capitale, i turisti e i pendolari. E lo strumento per concretizzare questo impegno si chiama concordato preventivo in continuità, con un piano di accordo con i debitori sotto l'egida del Tribunale in base a un piano industriale serio», ha aggiunto Raggi. A questo punto la sindaca Raggi è stata contestata da quattro esponenti radicali, guidati dal segretario Riccardo Magi: «referendum» c'era scritto nello striscione esposto in Aula che è stato ritirato prontamente dai vigili. I quattro attivisti sono stati espulsi.

«La messa a gara proposta con il nostro referendum, e sostenuta da 33mila cittadini, è l'unica soluzione strutturale possibile alla crisi del trasporto pubblico della capitale e alla palude di Atac. In questa vicenda il vero inganno ai romani, e a tutti gli italiani che contribuiscono con le tasse alle risorse destinate al tpl, lo sta preparando la giunta Raggi con i soldi dei cittadini: ancora una volta l'interesse di un'azienda fallita viene anteposto al vero bene comune, cioè un servizio di trasporto pubblico efficiente, che consenta alla città di avvicinarsi al livello delle altre capitali europee». Lo dichiarano in una nota Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma. Rinnovare, «con l'alibi del concordato, l'affidamento in house ad Atac, significherebbe infatti prendere le risorse economiche che servirebbero a garantire il servizio di trasporto e a migliorarlo e utilizzarle per pagare i debiti dell'azienda. Accusano noi, che chiediamo una gara trasparente, di voler privatizzare: ma loro (giunta e Atac) non spiegano quali altre risorse contano di reperire, da chi e attraverso quali procedure, dal momento che il concordato impone l'individuazione del soggetto assuntore - continuano i Radicali -. Inoltre, se eviterà la gara, il Comune perderà una parte consistente del contributo nazionale per il trasporto pubblico e violerà la normativa europea. Quindi affermare, come fanno Raggi e Meleo, che il concordato e la conseguente proroga dell'affidamento in house sarebbero una soluzione sostenibile, e addirittura la più conveniente, significa continuare a mentire ai romani, agli italiani e prepararsi a mentire anche all'Ue». La priorità del M5S, secondo i radicali, «è evidentemente tenere in vita il rapporto malato tra Comune e Atac che abbiamo davanti agli occhi da decenni e non rinunciare al groviglio di clientele che lo alimenta, almeno fino al voto politico». Contro tutte queste eventualità, «che sarebbero in perfetta continuità con le pratiche del passato, l'unica strada per guardare davvero avanti e segnare una svolta è il nostro referendum: la Raggi lo indica il prima possibile, se non vuole ingannare i romani anche sulla democrazia diretta», concludono.