15 novembre 2018
Aggiornato 00:00

Sgombero Roma, Raggi attacca il Governo: sistema Sprar sta collassando, il nostro è assistenzialismo forzato

In un lungo post su Facebook la sindaca di Roma risponde così alle accuse sulla gestione dei migranti di via Curtatone sgomberati da piazza Indipendenza
La sindaca di Roma Virginia Raggi
La sindaca di Roma Virginia Raggi (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - In un lungo post su Facebook il sindaco di Roma Virginia Raggi interviene sullo sgombero dei migranti di via Curtatone e attacca "l'assenza di adeguate politiche nazionali». E "governo prenda atto che il sistema Sprar sta collassando». "Tra le persone che occupavano lo stabile di via Curtatone - spiega Raggi - erano presenti anche rifugiati politici che possono accedere al cosiddetto sistema Sprar che offre accoglienza per un massimo di sei mesi, in alcuni casi rinnovabili una volta, e punta sull'integrazione attraverso percorsi di inserimento lavorativo e inclusione sociale sul presupposto che in questo lasso di tempo tali persone diventino autonome".

Sistema Sprar non funziona
Tuttavia - prosegue nel post la sindaca pentastellata - la realtà dei fatti dimostra in modo inequivocabile che, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, "questo non avviene e così: allo scadere di questo periodo, queste persone vengono di fatto abbandonate a se stesse. Uscite dal sistema Sprar, quindi, o trovano una sistemazione o, come in questo caso, occupano stabili. Ricordo che si tratta di un percorso di accoglienza che a volte, come in questo caso, viene rifiutato da alcune persone». E "nel tempo l'amministrazione di Roma Capitale, che ha 46 centri Sprar, ha cercato soluzioni e, attraverso propri fondi, fornisce assistenza alle fragilità. Ho anche attivato gare per il reperimento di immobili, ma sono andate deserte perché nessuno ha messo a disposizione le proprie strutture per i migranti".

Comune si fa carico dei migranti attraverso tasse
Raggi fa sapere inoltre che "anche gli occupanti abusivi dello stabile di via Curtatone hanno già usufruito del percorso Sprar. Sono stati abbandonati da quattro anni. E, di conseguenza, il Comune se ne fa carico anche dal punto di vista economico attraverso le tasse dei cittadini. Si tratta di persone che, pur volendo, non possono lasciare l'Italia e raggiungere gli altri Paesi europei in quanto il Trattato di Dublino, sottoscritto sempre dal governo, li obbliga a risiedere nel Paese di prima accoglienza, ovvero l'Italia». "Questo è assistenzialismo forzato", sottolinea Raggi, proseguendo: "Insomma queste persone sono costrette a vivere in Italia e i Comuni a farsene carico. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa l'Anci». Quindi "chiediamo che con grande senso di responsabilità, il governo prenda atto che il sistema Sprar, a causa di numerosi fattori, sta collassando e deve quindi essere riformato".

I migranti e Mafia Capitale...
È bene sapere che a Roma ci sono un centinaio di stabili occupati abusivamente che, prosegue Raggi, "inutile nasconderlo, attirano l'attenzione della criminalità e di alcune frange estremiste dei movimenti per la casa". E il sindaco a conclusione del lungo post ricorda anche che "negli scorsi anni l'accoglienza dei migranti è finita nel mirino di Mafia Capitale come testimoniano le inchieste e le condanne». Quindi "significa che dobbiamo intervenire per ristabilire la legalità. Non servono solo più fondi, ma un vero e coraggioso cambio di visione". "L'assenza di una politica nazionale seria (o come ci ricordano le cronache una gestione dettata non poche volte da interessi affaristici) crea soltanto guerre tra poveri che contrappongono gli stranieri agli italiani. Non dobbiamo - avverte - creare polveriere delle quali si avvantaggiano solo esponenti estremisti che vedono nelle ruspe le soluzioni a tutti i problemi. Dobbiamo risolvere queste emergenze".