19 settembre 2018
Aggiornato 20:00

Rimini, violentata ripetutamente davanti al marito in spiaggia: gli aggressori potrebbero essere 4 stranieri

Shock sulla spiaggia di Rimini, dove una coppia di turisti polacchi è stata aggredita la notte scorsa: l'uomo è picchiato e derubato, lei violentata ripetutamente proprio davanti agli occhi del marito, da quattro persone
La spiaggia di Rimini, dove una donna è stata violentata davanti al marito impotente, anche lui aggredito e derubato
La spiaggia di Rimini, dove una donna è stata violentata davanti al marito impotente, anche lui aggredito e derubato (ANSA)

RIMINI – Shock sulla spiaggia di Rimini, dove una coppia di turisti polacchi è stata aggredita la notte scorsa: l'uomo è picchiato e derubato, lei violentata ripetutamente proprio davanti agli occhi del marito, da quattro persone, che, secondo quanto riferito dall'Ansa, potrebbero essere straniere. È accaduto in località Miramare, al bagno 130. I due sono stati trasferiti in ospedale e le loro condizioni non sarebbero gravi, mentre già all'alba la Scientifica ha perlustrato la zona per individuare e fermare gli autori della duplice aggressione. "Un terribile episodio", l'ha definito il Comune di Rimini, che "ci sconvolge per la sua brutalità e bestialità». L'Amministrazione comunale "a nome dell'intera città esprime la totale, assoluta solidarietà e vicinanza alla ragazza vittima della violenza e a suo marito anch'esso oggetto di una feroce aggressione». Il Comune ha detto di rendersi «immediatamente disponibile per ogni forma di supporto e di aiuto di cui possano avere bisogno": «Siamo in costante contatto con il questore Maurizio Improta - prosegue la nota dell'amministrazione - che ci sta aggiornando sugli sviluppi di una vicenda che ferisce tutta la città e per la quale Rimini chiede giustizia. Rivolgiamo un appello anche ai cittadini affinché collaborino con le forze dell'ordine segnalando ogni elemento che possa essere utile all'indagine».

"Reduci da una notte di sballo tra alcol e droghe"
«Gli autori dell’aggressione dello stupro erano, spero di non essere smentito dalle indagini, reduci da una notte di sballo con abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti». Lo ha detto all’Ansa il questore di Rimini, Maurizio Improta, che , dopo un’estate tra le più sicure degli ultimi anni, si trova di fronte ad un caso viceversa tra i più odiosi per circostanze e vocazione del territorio: stupro di gruppo e rapina in spiaggia. «Senza entrare nello specifico dell’attività d’indagine - spiega - l’impegno degli investigatori della Questura dalle prime ore dell’alba, pochi minuti dopo l’allarme, è stato ed è totale, perché una disumana violenza nei confronti dei due giovani che avevano cercato un momento di intimità sulla spiaggia l’ha trasformato in un incubo. Mi auguro ora che un incubo lo diventi per gli autori del gesto. Non posso dire nulla sullo stato delle indagini, per non dare vantaggi agli aggressori». Dopo aver abusato della ragazza polacca, i quattro hanno preso di mira una transessuale peruviana, violentando anche lei. 

Quattro casi di stupro negli ultimi 2 anni
Non è la prima volta che nel Riminese accade una brutalità del genere. Negli ultimi due anni si sono verificati quattro casi simili: lo scorso anno una 35enne senzatetto è stata stuprata per molte ore a Riccione, mentre a poca distanza si festeggiava la celebre Notte rosa, prima in spiaggia poi in un'auto. La tragedia si è conclusa con la donna scaraventata per strada dalla macchina in corsa. Nel 2015, ben tre i casi, avvenuti nell'arco di pochissimi giorni, tanto che la questura di Rimini aveva deciso di formare una squadra speciale anti-stupri per vigilare su lidi e lungomare. Due violenze si consumarono la notte di Ferragosto: vittime una 20enne milanese, il cui aggressore scappò dopo lo stupro per l'arrivo di alcuni passanti e fu arrestato alcuni giorni dopo; e una 24enne del posto, che riuscì a sfuggire al suo assalitore e farlo arrestare. Il 19 agosto una turista tedesca fu trovata all'alba in stato confusionale sulla spiaggia: riuscì solo a raccontare delle violenze subite, confermate dagli accertamenti clinici, ma senza riuscire a fornire ulteriori particolari.