24 settembre 2018
Aggiornato 22:30

Appendino e la sua battaglia per i fasciatoi: Torino a 5 Stelle fucina della «politica del nulla»

Che la politica grillina si sia dimostrata molto poco lungimirante e prospettica, ma in compenso assai urlante su contingenze spesso futili, pare ormai ovvio. L'ennesima conferma arriva da Torino
La sindaca di Torino Chiara Appendino pubblica sul suo profilo Facebook queste foto in cui si mostra mentre cambia il pannolino a sua figlia
La sindaca di Torino Chiara Appendino pubblica sul suo profilo Facebook queste foto in cui si mostra mentre cambia il pannolino a sua figlia (ANSA/PROFILO FACEBOOK DI CHIARA APPENDINO)

TORINO - Che la politica grillina si sia dimostrata molto poco lungimirante e prospettica, ma in compenso assai urlante su contingenze spesso futili, pare ormai ovvio. L'ennesima conferma arriva da Torino, fucina indiscussa della politica del nulla da quando in Sala Rossa siede Chiara Appendino, che in un anno e poco più sta riuscendo a disintegrare il lavoro fatto da Fassino, di cui non vogliamo certo prendere le difese, ma che perlomeno un'idea di polis, di gestione della città, in testa ce l'aveva. E nonostante ci dolga ammetterlo, il tanto osteggiato Piero è riuscito a guidare, anzi meglio a governare, pur «con gli amici degli amici», una difficilissima trasformazione della città, che si svestiva della sua immagine sciapa e industriale, e anche poco attrattiva, per aprirsi al mondo. Ma dimentichiamoci la Torino bellissima e all'avanguardia, perché il Medioevo sotto la Mole è tornato. Proprio quella «terziarizzazione» della città a marchio Pd, che qualcuno affianca alla gentrification, è ciò che più infastidisce il M5s torinese. Pensiamo al piccolo, non al grande, ci suggeriscono in tutti i modi. Ebbene, ecco il nuovo monito firmato Chiara.

Il lungo post di Chiara 
Scrive sul suo profilo Facebook Chiara (a Torino alla sindaca con la «a» si dà del «tu»): «Quest'anno, per la prima volta, io e Marco (il marito, ndr) abbiamo affrontato con Sara (la figlioletta di un anno, ndr) un viaggio in auto un po' più lungo del solito: da Torino fino a Roma dove martedì ho incontrato il ministro Delrio. Abbiamo diviso il percorso in più tappe, anche in Liguria e Toscana. Ci siamo fermati in tanti posti magnifici, per un caffè, una merenda, una pizza o per visitare un museo o un'attrazione e così come noi, tantissime famiglie italiane e straniere». E fin qui tutto bene, poi Chiara va oltre e scende ancor più nel privato: «E, come tutte le famiglie come la nostra, ci siamo trovati quasi sempre a cambiare pannolini nelle situazioni più disparate: su un tavolino, su due sedie affiancate, su una panca o su un divanetto, sempre perché nella stragrande maggioranza dei casi i servizi non erano dotati di fasciatoio. È vero – prosegue nel suo lunghissimo post - che alla fine si trova sempre un modo per arrangiarsi, ma la presenza più o meno diffusa di fasciatoi è uno degli indicatori con cui un Paese pensa alla maternità e alla cura dei più piccoli. Quindi, a rischio di essere retorica, anche al futuro».

"Un piccolo passo..."
A questo punto il privato si fa ancor più pubblico: la sindaca ricorda come a Torino, con una delibera dell'assessore al Commercio, Alberto Sacco, «abbiamo inserito proprio la presenza di fasciatoi come criterio di qualità per accedere a degli sconti sulle tariffe comunali per le nuove aperture dei locali di somministrazione». Si tratta «ovviamente» di un «piccolo passo», ma, insiste, «crediamo che sia un segnale importante. Sia chiaro, non solo per i turisti o per chi ha esigenze sporadiche, ma per tutti i cittadini residenti e non». «L'auspicio» conclude Chiara, «è che i gestori ma soprattutto le Amministrazioni, a tutti i livelli, si adoperino concretamente per migliorare questa situazione che ci vede indietro rispetto a tanti altri paesi più "baby-friendly", almeno da questo punto di vista. Chissà che Sara e tutti i suoi coetanei un giorno, nelle loro città e nel loro Paese non possano cambiare pannolini in posti più agevoli e igienici rispetto a dove sono stati cambiati loro?», con faccina social finale, ovviamente, che non si dica mai che i grillini non sono social visto che da lì arrivano.

Chiara, perché non parli mai di cose importanti?
Ringraziamo Chiara per aver pensato a tutte le mamme e i papà che almeno una volta hanno sperimentato, come lei, l'ansia da pannolino. La ringraziamo anche per essere sempre estremamente attenta alla mobilità sostenibile, cavallo di battaglia della giunta Appendino, ma ci piacerebbe, da torinesi e da italiani, vedere la sindaca Chiara adoperarsi con altrettanta energia per questioni che, da torinesi e da italiani, ci toccano molto di più in questo frangente storico. Sindaca Chiara, perché ad esempio non parli mai di lavoro, di occupazione, di cultura con la C maiuscola, di ricerca? E di immigrazione e sicurezza, in pezzi di città completamente abbandonati all'anarchia e al degrado, bombe a orologeria pronte ad esplodere, coperti da un silenzio assordante? E ancora, di periferie, sì proprio quelle che ti hanno fatto eleggere, che avevi posto come prioritarie, ma dove nessuno ti ha mai vista? Chiara, il tuo immobilismo rispetto alle cose che contano non sarà mica un'arma di distrazione di massa per fare in modo che, nel rispetto del gattopardismo più becero, «se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi»? Chissà...