19 novembre 2018
Aggiornato 21:00

Migranti a Roma, Siulp: «Da polizia equilibrio e umanità». Ma da associazioni polemiche: «Vergogna»

Il segretario della Siulp è intervenuto con una nota per difendere l'operato degli agenti durante le operazioni di sgombero dei profughi a piazza Indipendenza, il mondo dell'associazionismo è estremamente critico su quanto accaduto

ROMA - Un fine agosto bollente quello di Roma, tornata al centro delle cronache nazionali non solo per l'ennesimo rimpasto della squadra di Virginia Raggi - con la sostuzione improvvisa dell'assessore al Bilancio -, ma soprattutto per lo sgombero di diverse famiglie di rifugiati, richiedenti asilo e titolari di protezione sussidiaria da un immobobile di via Curtatone, azione che ha innescato una crisi che dura da giorni. Le persone sgomberate si sono infatti temporaneamente stanziate in piazza Indipendenza, anch'essa sgomberata dalle forze dell'ordine. L'operazione ha dato origine a un vero e proprio scontro tra rifugiati e polizia, con i migranti che hanno cercato di resistere lanciando oggetti dai balconi, bombole a gas e pietre, e la polizia che ha risposto con cariche e idranti. La fermezza delle forze dell'ordine ha suscitato diverse polemiche negli ambienti umanitari, tanto che il segretario generale del Siulp, (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) Felice Romano, ha voluto rispondere alle accuse.

Le immagini
«Le immagini che stanno impazzando sul web, relativamente all'intervento dei colleghi che questa mattina hanno dovuto sgomberare piazza Indipendenza dove si erano accampati rifugiati somali ed eritrei che avevano installato anche bombole di gas e altri propellenti incendiabili, con grave rischio per l'ordine e soprattutto la sicurezza pubblica, sono l'ennesima testimonianza della elevata professionalità, del consolidato equilibrio, ma anche dell'umanità con cui i colleghi dei reparti mobili operano quotidianamente anche su situazioni delicate come quella di questa mattina a piazza Indipendenza a Roma» ha spiegato.

Apparenza e realtà
Per Romano «è comprensibile che quando si interviene, per il ripristino della legalità in esecuzione agli ordini dell'Autorità, su situazioni di grave disagio sociale come quella che stanno affrontando i cittadini stranieri che si erano accampati in piazza Indipendenza, l'attuazione di misure che ripristinano la legalità può apparire, ad occhi che guardano in modo distratto ovvero interessato, cruenta e/o sproporzionata». Eppure, secondo il Segretario, era un atto dovuto, nonché "un'azione professionale, equilibrata e soprattutto necessaria per il ripristino della legalità". 

Plauso
Romano, per mettere fine alle polemiche, estende invece un plauso ai colleghi, «soprattutto per la loro professionalità ed umanità, e vicinanza a queste donne e questi uomini che stanno vivendo un dramma poiché non hanno una sistemazione idonea dove collocarsi, ma anche ferma condanna nei confronti di quei facinorosi che non hanno esitato ad usare violenza aggredendo i colleghi per opporsi al ripristino della legalità».

Quello che la politica europea e italiana non riescono a gestire
Il leader del Siulp ora si aspetta che ora le istituzioni e la politica trovino soluzioni idonee e praticabili per risolvere il dramma della collocazione e dell'accoglienza di questi stranieri, che, lo ricordiamo, in gran parte sono persone che hanno il diritto di restare sul suolo nazionale perché riconosciuti come profughi o titolari di diverse forme di protezione. Romani, quindi, rivendica il principio che «l'immigrazione è un problema sociale e politico e sicuramente non di ordine pubblico anche se, purtroppo, spesso ricade nella sfera dell'ordine pubblico e attraverso di esso si cerca i risolvere quello che la politica europea, prima ancora di quelle italiana, non riesce a gestire»

Msf: un salto indietro nel tempo per persone che si stavano integrando
Parole che però non sembrano riuscire a placare lo scoramento delle persone che erano giunte in Italia alla ricerca di un futuro migliore e sicuro, e che oggi si trovano senza più un tetto sopra la testa, né tantomeno le serie perplessità espresse dalle organizzazioni non governative ogni giorno in prima linea per difendere i diritti dei più deboli. Ahmad al Rousan, mediatore culturale di Medici senza Frontiere, commenta: «Erano per la maggior parte se non la totalità, titolari di un titolo di protezione, quindi rifugiati o altro tipo di protezione, di nazionalità eritrea e dell'Etiopia». E aggiunge che l'intervento su questi cittadini stranieri, come li definisce una nota stampa della polizia, si sarebbe reso «necessario e urgente» dopo il rifiuto della sistemazione offerta dal comune di Roma. Secondo i rifugiati, invece, sono stati offerti solo alloggi temporanei fuori della provincia o addirittura in un centro di prima accoglienza. «Facendoci fare un salto indietro nel tempo, persone che hanno intrepreso un percorso di integrazione; molti bambini andavano alle scuole qua vicino», ricorda.

Intersos: una vergogna
Maurizio Debanne di Intersos, altra ong che da mesi seguiva i rifugiati del palazzo, dichiara: «La pagina di oggi, di questi giorni è una vergogna per la città di Roma e per l'Italia perché una situazione del genere con persone venute in Italia perché scappate dalla guerra in Eritrea... noi siamo riusciti a cacciarli per strada. Sicuramente l'occupazione di questo stabile non poteva protrarsi troppo a lungo ma un'altra soluzione era possibile, e non la si è cercata; ora la si sta cercando quando purtroppo i disordini sono già avvenuti». Adesso piazza Indipendenza è vuota e ripulita. Incerta invece la sorte dei rifugiati; per donne e bambini si cerca una soluzione. «Attualmente le persone sono sparse per tutto il quartiere, ci sono gruppetti sparsi in tutta la città. Ci hanno detto che si affideranno al Signore: non sanno assolutamente cosa potrebbe succedere di loro. Parliamo di rifugiati, quindi persone bisognose di protezione; non è una bella pagina per tutti».

Unicef: sotto gli occhi dei bambini
Secondo l'Unicef lo sgombero è avvenuto «sotto gli occhi terrorizzati dei bambini che erano stati lasciati al primo piano insieme alle loro famiglie dopo lo sgombero di sabato scorso. Questi bambini, dopo aver assistito a scene di guerriglia urbana, sono stati caricati sui pullman delle forze dell'ordine e portati in Questura - continua Iacomini - alcuni testimoni ci hanno raccontato che continuavano a gridare e battere le mani sui vetri durante tutto il tragitto, in preda al terrore. Sconvolti». «È una situazione molto triste: parliamo di 800 persone con status di rifugiato, sopravvissute a guerre, persecuzioni o torture che in alcuni casi hanno anche ottenuto la cittadinanza italiana, buttate in strada in condizioni disumane senza una reale alternativa sostenibile (non il meno peggio) da parte del Comune di Roma, che abbiamo invano atteso in piazza», ha detto ancora Andrea Iacomini, portavoce dell'Unicef Italia.

Caritas critica
Molto critica anche la Caritas di Roma: «Lo sgombero era un intervento che gli addetti ai lavori - amministratori, operatori sociali e giornalisti - sapevano da tempo che sarebbe avvenuto, ma quello che lascia interdetti è il modo in cui questo è avvenuto, senza alcuna programmazione e in una logica emergenziale che non può far altro che portare all'escalation cui abbiamo assistito stamane».

Umanità?
In particolare, hanno suscitato scalpore anche dei video in cui alcuni agenti di Polizia farebbero commenti che non avvalorerebbero la tesi dell'«umanità» sostenuta dal segretario della Siulp. In un filmato pubblicato da Repubblica.it e Fanpage si vedono diversi agenti del Reparto mobile della polizia correre nel piazzale della stazione Termini: una carica effettuata dopo lo sgombero. Ad un certo punto una persona, che sarebbe un funzionario di polizia, dice: «Questi devono sparire peggio per loro....se tirano qualcosa spaccategli un braccio». Un agente risponde: "Non c'arriviamo dottò" e il funzionario conclude: «Ci arriviamo ci arriviamo». «In relazione al video pubblicato sul sito di Repubblica in cui si sentono frasi concitate di invito ad intervenire con decisione, in caso di lancio di oggetti, contro i manifestanti in fuga, sono in corso approfondimenti da parte della questura per accertare eventuali irregolarità», ha precisato in una nota la Questura.