11 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
La gabbia europea

Meloni contro il Ceta, «massacrano il Made in Italy e fanno entrare veleni»

La leader di Fratelli d'Italia sulla sua pagina Facebook è tornata ad attaccare l'accordo di libero scambio fra Ue e Canada sostenendo che «danneggerà pesantemente l'agroalimentare e le nostre produzioni di qualità»

ROMA - La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, sulla sua pagina Facebook è tornata ad attaccare il Ceta, l'accordo di libero scambio fra Ue e Canada: «L'agricoltura per noi è centrale ma è sotto attacco, ora l'Europa ha deciso di sottoscrivere un accordo sul libero scambio con il Nord America che consentirà al Canada di far entrare in Italia un grano prodotto con un agente chimico che da noi è vietato perchè sospettato di essere cancerogeno». La presidente di FdI ha assicurato che «noi, il Ceta, quando arriverà in Parlamento, non lo voteremo e spero che non lo votino nemmeno gli altri, vogliamo difendere l'agricoltura e le famiglie che producono l'eccellenza partendo dalla terra».

Per l'ex ministra della Gioventù «il CETA danneggerà pesantemente il Made in Italy agroalimentare e le nostre produzioni di qualità ed è l’ennesima marchetta della Ue alle grandi multinazionali. Chi vota la ratifica di una schifezza che massacra il nostro ‘Made in’ non può essere alleato di Fratelli d’Italia. Giù le mani dal Sud – continua Meloni – lo diciamo alla politica italiana, fatta di tanti proclami e zero risultati e soprattutto all’Unione Europea che da anni prova a metterlo in ginocchio con provvedimenti indegni, ultimo il Ceta, l’accordo di libero scambio Ue-Canada, che rischia di essere il colpo mortale per due ragioni: il trattato riconosce e tutela solo 41 denominazioni italiane di origine protetta su circa 300. La seconda: di queste 41 solo 4, ovvero nemmeno il 10%, riguardano prodotti del Sud Italia. La nostra posizione è chiara: per Fratelli d’Italia chi voterà in Parlamento la ratifica del Ceta è un traditore dell’Italia e del Mezzogiorno e non potrà mai essere nostro alleato».