Ong e immigrazione

Ong, Gentiloni cerca di placare le polemiche nel Governo: «Codice pezzo fondamentale della strategia»

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni mette a tacere le voci di divisioni in seno al governo sulla linea da tenere sulle organizzazioni che non hanno firmato il Codice di condotta rivendicando l'utilità del protocollo

Il premier Paolo Gentiloni
Il premier Paolo Gentiloni (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - La strategia contro l'immigrazione clandestina sta funzionando, «vince lo Stato e perdono gli scafisti», e di questa strategia il codice per le Ong è «un pezzo fondamentale». Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni mette a tacere così le voci di divisioni in seno al governo sulla linea da tenere sulle organizzazioni che non hanno firmato il Codice di condotta. Così, dopo la nota ufficiosa di ieri sera, il premier si espone in prima persona al Tg1 per provare a chiudere la polemica che ha fatto ballare il governo. «Il codice - dice il presidente del Consiglio - è un pezzo fondamentale di una strategia che il governo ha sull'immigrazione. Questa strategia sta producendo piano piano dei risultati, vediamo ad esempio i flussi migratori che si stanno gradualmente riducendo. Vince lo stato e perdono gli scafisti e i trafficanti».

Lo scontro
Una presa di posizione con la quale il premier spera di avere messo la parola fine allo scontro tra l'ala più «solidale» del governo, rappresentanta da Graziano Delrio ma anche da Andrea Orlando e da altri minsitri, e il fronte più intransigente guidato dal ministro dell'Interno Marco Minniti e sostenuto anche dal segretario Pd Matteo Renzi e dal ministro degli Esteri Angelino Alfano. Ancora questa mattina, Delrio in una intervista a Repubblica aveva ribadito le proprie idee: va bene il codice per le Ong, ma applicato con la dovuta elasticità e tenendo conto del diritto internazionale. «Stiamo parlando di soccorso in mare, regolamentato da leggi internazionali», ha ribadito Delrio. «Questo soccorso non è derogabile».

Alfano sta con Zuccaro
Sul fronte opposto, Alfano ha invece elogiato il procuratore Zuccaro, che ha avviato l'inchiesta sulle Ong: «Sebbene sia corretto sottolineare che tantissime Ong fanno del bene e salvano vite umane, è giusto ricordare l'intuizione del procuratore Zuccaro riguardo l'ipotesi che qualche Ong potesse operare in zone di ambiguità». D'altro canto, Alfano ha anche detto di rifiutare «ogni derby tra rigore e umanità, tra regole e solidarietà, tra sicurezza e diritti umani».