28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Stupri e giustizia

Violentata dal branco a 15 anni non ottiene giustizia. La famiglia se ne va dall'Italia disgustata

Una ragazzina di 15 anni viene violentata a Pimonte, nel napoletano, da un branco di 12 ragazzi e, dopo un anno, non ottiene giustizia. Gli autori dello stupro, compreso il fidanzato «graziati» dalla messa in prova.

Violenza sessuale
Violenza sessuale Shutterstock

PIMONTE (NAPOLI) - Una ragazzina di 15 anni violentata dal branco un anno fa, lascia il paese e ritorna in Germania insieme alla famiglia. Dopo aver subìto la violenza perpetrata da 12 ragazzi, compreso il ‘fidanzato’, la ragazzina non è riuscita a superare lo choc e non ha ottenuto quella che avrebbe dovuto essere giustizia. Difatti, gli autori dello stupro, dopo un periodo in comunità, hanno ottenuto la messa in prova nello stesso comune di Pimonte.

INSENSIBILITÀ ISTITUZIONALE - Al danno si è aggiunta la beffa, si potrebbe dire. Così come sottolineato dal garante per l’infanzia e l’adolescenza della Campania Cesare Romano in una nota. «Circa un anno fa – denuncia Romano - la comunità di Pimonte è stata sconvolta dalla terribile vicenda. Sono costretto a constatare, purtroppo, che non si è fatto abbastanza per assicurare protezione alla giovane: i continui scherni e l’esclusione sociale che la ragazza ha dovuto subire hanno aggravato il suo disagio psicologico al punto che la famiglia ha deciso di abbandonare il paese di Pimonte e trasferirsi nuovamente in Germania dove, forse, la minore e la sua famiglia potranno riacquistare la tranquillità di cui hanno bisogno». Il Garante ha inoltre sottolineato l’insensibilità istituzionale dimostrata da chi si era assunto l’impegno di interessare gli organi giudiziari sull’epilogo della vicenda.