20 luglio 2019
Aggiornato 18:30
Accertamenti della Digos di polizia

Terrorismo, fermata ad Alessandria foreign fighters italiana

Una donna italiana, nata a Milano, si sarebbe radicalizzata, per diventare una foreign fighters, e combattere sul fronte siriano. Per questo la notte scorsa è stata fermata come "indiziata di delitto" dalla Digos di Alessandria

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Polizia ANSA

TORINO - Una donna italiana, nata a Milano, si sarebbe radicalizzata, per diventare una «foreign fighters», e combattere sul fronte siriano. Per questo la notte scorsa è stata fermata come «indiziata di delitto» dalla Digos di Alessandria e con l'accusa di «associazione di con finalità di terrorismo internazionale». La notizia oggi è stata riportata da diversi quotidiani. La giovane si chiama Lara Bombonati ed ha 26 anni. «Non ho ancora avuto modo di conoscere il contenuto degli atti e le contestazioni» dice il difensore d'ufficio, l'avvocato Nicoletta Masuelli di Alessandria. E aggiunge: «Resta in attesa di sapere quando sarà fissata l'udienza di convalida».

Già fermata e espulsa
Secondo i media, il marito della la donna era un foreign fighter italiano morto in battaglia il giorno di Santo Stefano. Infatti, a convincere gli investigatori ad agire sarebbe stata proprio la certezza che la donna stesse programmando un nuovo viaggio in Siria dopo quello fallito sei mesi fa. Probabilmente, sarebbe tornata proprio nei luoghi dove era partita per la prima volta con il marito. Da quel viaggio era tornata sola e gli investigatori stanno ancora cercando di capire in quali circostanze e su quale fronte sia stato ucciso l'uomo. A rivelare la morte di Cascio sarebbe stata proprio Lara durante una telefonata intercettata dagli investigatori. Secondo quanto si apprende al momento, a spingere l'uomo ad imbracciare il fucile sarebbe stata proprio la donna, che al rifiuto del marito di andare a sparare gli avrebbe intimato di «fare il proprio dovere». La 26enne fu fermata a gennaio scorso in Turchia, vicino al confine con la Siria, e successivamente espulsa. Era stata arrestata ed era finita in una cella nelle carceri turche fino a quando il governo non l'ha espulsa e segnalata alle autorità italiane. Da quel momento Bombonati è diventata la presunta terrorista più controllata d'Italia. Gli uomini della Digos di Alessandria, in collaborazione con i colleghi di Torino, non l'hanno persa di vista un attimo per ricostruire la sua rete in Piemonte ed eventuali collegamenti con cellule terroristiche in altre regioni.

Le reazioni. Il sindaco del paese 

L'inchiesta
L'inchiesta sulla ragazza è coordinata dal procuratore capo Armando Spataro e dal sostituto Antonio Rinaudo. Secondo le accuse la donna sarebbe entrata in contatto con alcuni soggetti maghrebini. Forse una relazione sentimentale, alla base della sua conversione. Legami pericolosi che alimentato i sospetti dell'antiterrorismo italiano, al punto da ritenerla inserita nel gruppo Hayat Tahrir al-Sham, «Organizzazione per la liberazione del Levante» nato all'inizio dell'anno dalla fusione di quattro formazioni minori.