24 giugno 2019
Aggiornato 17:00
Prove di disgelo tra Fi e Lega Nord

Le avances di Berlusconi a Salvini: «Le forze del centrodestra devono vincere per governare insieme»

Silvio Berlusconi tende la mano al segretario del Carroccio lasciando intendere di voler aprire le porte di Arcore alla Lega Nord e a Fratelli d'Italia, ma intanto prende tempo

Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.
Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. ( ANSA )

ROMA – Silvio Berlusconi tende la mano a Matteo Salvini. Nella dialettica tra Forza Italia e Lega Nord s'intravedono piccoli segnali di disgelo. Nella sua ultima intervista a Il Giornale, l'ex Cav si è sbilanciato verso il Carroccio e Fratelli d'Italia offrendo molto più di una collaborazione finalizzata esclusivamente alle imminenti elezioni comunali e lasciando intravedere la prospettiva di una nuova coalizione di centrodestra. E questo nonostante il fatto che il germoglio del Nazareno bis sembra sia già sul punto di sbocciare in quel di Arcore. Berlusconi sta tessendo la sua tela e non ha ancora deciso da che parte stare, ma promette al leader leghista e alla presidente di Fdi restare fedele al suo nuovo motto: «Divisi alle urne, uniti al governo».

Berlusconi apre la porta di Arcore a Salvini
Berlusconi tergiversa, ma a Il Giornale sostiene che «le forze politiche del centrodestra devono vincere per governare insieme il paese come abbiamo fatto dal '94 a oggi in Italia, nelle Regioni e nei Comuni». Uno spiraglio di luce nel lunghissimo tunnel di incertezza offerto dall'ambigua diplomazia berlusconiana. Ma Salvini non si lascia imbambolare e se da un lato accetta le avances del leader forzista - «sì, sarà dura, ma i tre partiti del centrodestra, anche con questa legge elettorale, possono, sommati, raccogliere abbastanza voti per governare» - dall'altro chiede a Berlusconi maggiori garanzie rispetto alla tenuta dell'alleanza e allo spettro delle larghe intese: «Al di là delle promesse, dovrà produrre fatti», ha sottolineato Salvini.

La promessa di Silvio all'Italia
Intanto, però, Berlusconi preferisce prendere tempo - ancora una volta - e così anche l'ipotesi delle elezioni anticipate tanto caldeggiate da Matteo Renzi sembra perdere di consistenza. L'ex Cav ora sembra più interessato a permettere all'Esecutivo di arrivare alla fine naturale della sua legislatura: «Gentiloni può benissimo impostare una manovra economica, anzi credo che lo debba fare, e chi verrà dopo se necessario applicherà dei correttivi, ma senza stravolgerla. Si chiama continuità istituzionale, è la norma nelle democrazie mature», ha dichiarato il leader forzista. Invece di rincorrere la nuova tornata elettorale è molto meglio aspettare e vedere dove tira il vento – se in direzione del Pd o verso i partiti sovranisti – e con una sola garanzia: «Adesso ridiscendo in campo io. E voglio tornare sul piccolo schermo», ha annunciato Silvio.