Cantiere centrodestra

Toti (Fi): «Renzi in declino, Grillo nei guai, centrodestra sia unito»

In un'intervista al Corriere della Sera il presidente della regione Liguria ha spiegato: «E' l'inizio di un percorso, la leadership non è la questione centrale ma il traguardo. Certo, io da sempre sono per delle primarie normate per legge, uguali per tutti»

Giovanni Toti, presidente della regione Liguria e consigliere politico di Silvio Berlusconi
Giovanni Toti, presidente della regione Liguria e consigliere politico di Silvio Berlusconi (ANSA /CIRO FUSCO)

ROMA - «Questo è il momento, oggi il centrodestra ha la sua grande opportunità di unirsi e così mandare all'aria il derby Renzi-Grillo: evolva al più presto in una forma di aggregazione nuova con un programma nuovo». Lo afferma in un'intervista al Corriere della Sera Giovanni Toti, presidente della regione Liguria e consigliere politico di Silvio Berlusconi.

Silvio federalista, non è contrario alla Lega
«Rispetto le primarie del Pd come esempio di democrazia - spiega - però, il calo di entusiasmo e numeri dimostrano che la carica di novità di Renzi è in declino. E Grillo, a partire dai guai delle liste a Genova, comincia a confrontarsi con la realtà. Quindi il centrodestra sia più responsabile che mai e si interroghi su forme nuove per stare insieme. Anche i risultati francesi ci indicano che gli schemi del '900 sono superati». «E' ovvio» che per far questo «tutti - prosegue - devono essere disponibili al confronto. E' l'inizio di un percorso, la leadership non è la questione centrale ma il traguardo. Certo, io da sempre sono per delle primarie normate per legge, uguali per tutti». Sull'alleanza con la Lega Berlusconi condivide? «Non credo che sia contrario. È sempre stato un federatore, un aggregatore, e con vocazione di governo».

Gli ultimi sondaggi
Intanto sale di 1 punto, dal 31% al 32%, la fiducia nel premier Paolo Gentiloni mentre Matteo Renzi raggiunge il 30% (+1%). Secondo l'Istituto Ixè - che ha fatto un sondaggio per Agorà (Raitre) - il governo, invece, raggiunge il 29% di fiducia. Si riduce ancora il distacco (che qualche settimana fa superava i 2 punti percentuali) tra M5S e Pd, nelle intenzioni di voto. Il movimento fondato da Beppe Grillo cala dello 0,2% rispetto a sette giorni fa, passando dal 28,4% al 28,2%. In aumento il Pd (+0,6%), che raggiunge il 27,9%. Sempre vicine Lega Nord e Forza Italia (12,8% e 12,4% rispettivamente).