25 giugno 2017
Aggiornato 00:00
Giustizia e politica

Consip, Calderoli (Lega): Sento odore di servizi segreti

"A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca" ha dichiarato sugli sviluppi sull'inchiesta che ha lambito il padre di Mtteo renzi, Tiziano, il vicepresidente leghista del Senato

Il vicepresidente leghista del Senato, Roberto Calderoli
Il vicepresidente leghista del Senato, Roberto Calderoli (ANSA/ FABIO CAMPANA)

ROMA - «Probabilmente sono un eterno e inguaribile sospettoso, eppure per esperienza so quante volte il detto 'a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca' ha poi trovato conferma. E anche in questo caso, nel caso dell'inchiesta Consip - con prove false che prima portano a condanne mediatiche e poi, scoperto che sono prove false, portano ad assoluzioni sempre mediatiche - mi viene da pensare male. Ucci ucci sento odore di serviziucci...». Lo ha dichiarato sugli sviluppi sull'inchiesta Consip il vicepresidente leghista del Senato Roberto Calderoli.

Il paragone con l'affaire Telekom Serbia
«Mi viene da pensare - ha affermato in una dichiarazione- ad un vecchio caso che presenta alcune analogie.Lo ricordate il presunto scandalo sulla presunta tangente per l'acquisto di Telekom Serbia avvenuta durante il primo Governo Prodi a fine anni '90? Un'inchiesta che puntava ad aprire armadi zeppi di scheletri e faceva tremare la sinistra, fino a quando un giorno, nella commissione parlamentare d'inchiesta, fece la sua comparsa il teste che doveva fornire le prove decisive, il sedicente conte Igor Marini, che le sparò così grosse, accusando Prodi, Fassino e Dini (i mitici 'Mortadella, Cicogna e Ranocchio') in maniera tanto grossolana e imprecisa da far crollare disastrosamente tutto il teorema accusatorio.Grazie a Igor Marini l'inchiesta Telekom Serbia finì in carta straccia con tanto di scuse, mediatiche, alla sinistra accusata».

Un altro castello di carta crollato?
«Quindici anni dopo nella vicenda Consip - prosegue Calderoli. mi sembra di rivedere lo stesso copione, con gli stessi attori e registi occulti: sullo sfondo i servizi, poi un uomo dei Carabinieri che produce, falsificandola, una prova che prima sembra già sancire una condanna illustre e poi, una volta rivelatasi falsa, scagiona completamente l'illustre sospettato smontando ogni possibile accusa. Così le prove che sembravano doverlo incastrare, rivelandosi poi false, risultano poi decisive nello scagionarlo per sempre. Un altro castello di carta crollato come Telekom Serbia? Può darsi, perché la modalità e la tempistica sono sospette. Anche se stavolta abbiamo la certezza rappresentata da un magistrato come Ielo, uno che non si fermerà davanti a queste prove risultate false e andrà ad ogni modo a fondo di questa vicenda?».