23 giugno 2017
Aggiornato 14:00
Marika Cassimatis addio

Metodo Genova, la nuova follia firmata M5s

La vicinanza della vincitrice delle comunarie ai quattro consiglieri comunali genovesi che nelle scorse settimane avevano lasciato il M5s, fondando il nuovo gruppo Effetto Genova, sarebbe uno dei motivi che avrebbe indotto Beppe Grillo a scomunicare Cassimatis.

Il leader del M5s Beppe Grillo
Il leader del M5s Beppe Grillo (ANSA)

GENOVA - Un «duro colpo alla democrazia interna, il manifesto funebre della partecipazione». Francesco Battistini, consigliere della Regione Liguria uscito dal Movimento 5 Stelle dopo essere stato deferito ai probiviri per aver solidarizzato con i consiglieri che avevano lasciato il gruppo in Comune a Genova, bolla così il cosiddetto «Metodo Genova» per la scelta del candidato sindaco. «Era il manifesto funebre della partecipazione, perché si trattava di liste bloccate ma, visto che tutto questo non è bastato a pilotare le votazioni interne, Grillo persa la partita si porta via anche il pallone». Si sconfessa quindi il voto «dicendo 'o candidiamo chi è arrivato secondo o nulla' e questo è veramente insostenibile. Ormai queste sono macerie, non esiste più niente», ha attaccato l'ex consigliere regionale pentastellato.

«Voltagabbana» Cassimatis
Ma facciamo​ un passo indietro. ​​​​​​Lo scorso 14 marzo, mentre era ancora in corso il voto online per la scelta del candidato sindaco del Movimento 5 Stelle a Genova, Luca Pirondini, lo sfidante di Marika Cassimatis, definiva bonariamente l'avversaria una «voltagabbana»: «Oggi siamo chiamati a fare una scelta netta, di campo. Stare con chi crede fortemente, da sempre, nel M5s o con chi fino a qualche giorno fa faceva comunella con i 'voltagabbana' che hanno usato il movimento per darsi visibilità e poi creare altre liste».

Perché Grillo ha detto «no»
E proprio la vicinanza della vincitrice delle comunarie ai quattro consiglieri comunali genovesi che nelle scorse settimane avevano lasciato il Movimento 5 Stelle, fondando il nuovo gruppo «Effetto Genova», anche per contestare il metodo usato per la scelta del nuovo candidato sindaco nel capoluogo ligure, sarebbe uno dei motivi che avrebbe indotto Beppe Grillo a scomunicare Cassimatis e a lanciare una nuova votazione online per decidere se non presentare nessuna lista come M5S o presentare la lista di Luca Pirondini «arrivata seconda per un distacco di pochi voti».