Giustizia e politica

Denis Verdini condannato a 9 anni per il crac del Credito Cooperativo

Il senatore di Ala è stato condannato dal tribunale di Firenze per il crac del Credito cooperativo fiorentino, che lo ha visto imputato fra le altre cose per bancarotta e truffa ai danni dello Stato. L'accusa aveva chiesto 11 anni

Il senatore di Ala, Denis Verdini condannato dal tribunale di Firenze a 9 anni di carcere per il crac del Credito cooperativo fiorentino
Il senatore di Ala, Denis Verdini condannato dal tribunale di Firenze a 9 anni di carcere per il crac del Credito cooperativo fiorentino (ANSA / RICCARDO ANTIMIANI)

FIRENZE - Denis Verdini è stato condannato a 9 anni di carcere dal Tribunale di Firenze per il crac del Credito cooperativo fiorentino. Il senatore di Ala era seduto sul banco degli imputati con le accuse fra le altre di bancarotta fraudolenta e truffa ai danni dello Stato. L'accusa aveva chiesto una pena di 11 anni di reclusione.

I pm a Verdini: «Lei è un truffatore»
Condannati a nove anni anche per i costruttori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei, mentre per il deputato di Ala, Massimo Parisi la richiesta era stata di 6 anni. Pene tra i 5 e i 6 anni per i dirigenti della banca toscana, presieduta fino all'estate 2010 (poi fallì) da Verdini e da lui utilizzata per far fronte a spese personali. Nella requisitoria i pm hanno sostenuto «che lei è un truffatore che ha fatto carte false per acquisire i contributi per l’editoria», e «il nostro mestiere è attribuire colpe. E lei, Verdini, ha rovinato una banca, piccola ma importante». Gli avvocati Franco Coppi e Ester Molinaro, hanno sempre respinto le accuse mosse al loro assistito, associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita, truffa ai danni dello Stato, chiedendone l'assoluzione piena perché il fatto non sussiste.

Un giro da 100 milioni di euro
Leggendo la ricostruzione dei magistrati fiorentini, sotto pressione di Verdini l'istituto avrebbe concesso finanziamenti per milioni di euro senza garanzie, sulla base di contratti preliminari di compravendite ritenute fittizie. Le somme sarebbero poi state girate a «persone ritenute vicine» a Verdini. I Ros di Firenze hanno ricostruito un volume di prestiti pari a «un importo di circa 100 milioni di euro» deliberati dal cda della banca dove i consiglieri «svolgevano il loro ruolo di quali meri esecutori delle determinazioni del Verdini».

Tutto partì da una relazione di Bankitalia
L'attività istruttoria è nata da una relazione dei commissari di Bankitalia del 2010, dove erano state riscontrate alcune anomalie. Altro capitolo quello dei fondi per l’editoria, che secondo la Procura di Firenze, avrebbe percepito illegittimamente per la pubblicazione di Il Giornale della Toscana.