23 giugno 2017
Aggiornato 13:30
Il congresso a Roma il 18 e 19 febbraio

Alemanno e Storace «copiano» Meloni: sulla falsariga di Italia sovrana nasce il Polo sovranista

Scontenti dell'Italia sovrana di Giorgia Meloni scesa in piazza lo scorso 28 gennaio, l'ex leader di Azione Nazionale e quello di La Destra hanno dato vita a un nuovo movimento, anche questo sovranista

Gianni Alemanno e Francesco Storace, fondatori del nuovo Polo sovranista
Gianni Alemanno e Francesco Storace, fondatori del nuovo Polo sovranista (ANSA, PHOTO)

ROMA - Che a destra ci sia aria di «sovranismo» ormai è arcinoto. La manifestazione, sovranista, organizzata da Fratelli d'Italia a Roma lo scorso 28 gennaio che noi del Diario avevamo avuto modo di raccontarvi da vicino evidentemente non ha appagato tutti. Anzi, nonostante gli apparenti baci e abbracci, ha prodotto un allontanamento ancora più marcato tra una fetta della destra e Giorgia Meloni, con cui i rapporti non son certo rosa e fiori, soprattutto per via dell’ultima campagna elettorale romana rimasta a molti indigesta. Ecco allora che, non paghe, alcune fronde sempre più distanti da Meloni & co. hanno pensato bene di fondare un loro nuovo movimento, sovranista naturalmente. Come si chiamerà? Neanche a dirlo, Polo sovranista. Il nuovo nato prenderà vita ufficialmente domani a Roma, nato dalle ceneri di Azione Nazionale e La Destra. Tra i fondatori, dunque, Gianni Alemanno e Francesco Storace, che si sono affrettati a rassicurare che «con l’onorevole Meloni non vogliamo polemizzare, e non smetteremo mai di sognare una destra unita». Insomma, i due sperano che «i problemi con Fdi siano contingenti».

Vedi lo speciale "Italia sovranista in piazza" 

«Torniamo a dire cose di destra»
«La destra deve tornare a fare la destra» tuona Storace dalla sala dell’hotel Diplomatic di Torino in cui si è celebrato il battesimo del partito il 5 febbraio scorso. «Mentre litigavamo fra di noi, a Roma venivano Bossi e Berlusconi a dire le cose che dovevamo dire noi. E adesso? Arrivano Salvini e Grillo. E noi ci arrabbiamo» continua Storace. «Io dico: torniamo a dire cose di destra, senza paura. È finito il tempo delle percentuali infinitesimali. Tornerà l’orgoglio della grande destra dei contenuti, e si scordino di definirci romanocentrici, al Nord verremo anche tutte le settimane».

Il programma: sovranità, meno clandestini, meno Europa e meno globalizzazione
Ma cosa propone il Polo sovranista che non abbia già proposto l'Italia sovrana di Meloni? Sostanzialmente nulla. «Rispetto a Fdi abbiamo un approccio che punta a riunire soggetti diversi dalla base di una destra diffusa nel Paese. Produrremo nel congresso un documento aperto e trasparente che potrà essere anche condiviso dalle altre forze» dicono. Ma, a ben guardare, pare che il repertorio sia sostanzialmente il solito: sovranità prima di tutto («Gli Stati Uniti d’Europa sono un’idea infantile, vogliamo l’Europa delle patrie e delle nazioni, l’Europa di De Gaulle, la collaborazione paritaria di stati sovrani» spiega Alemanno), attacco all'euro e alla Ue («L’euro è una moneta che detta le politiche degli Stati quando dovrebbe essere il contrario» attacca Storace) e contrasto all'immigrazione clandestina («Solo il 7% di chi sbarca viene dichiarato profugo, e quindi gli altri saranno forse dei disperati ma, per me – dice l'ex sindaco di Roma – sono imbroglioni che sfruttano la situazione per arrivare dove pensano di avere un futuro migliore, lasciando indietro le loro donne e le loro famiglie»).

Guarda l'intervista a Giorgia Meloni: "Sovranità a 360°, elezioni subito e opposizione a ogni «governo di inciucio»"

La difesa a spada tratta della Costituzione
Nel programma anche la difesa a denti stretti della Carta costituzionale, «vero baluardo ai vincoli imposti dai Bruxelles grazie ai suoi principi fondamentali, al richiamo ai diritti sociali e alla sovranità popolare». E ancora, una proposta di modifica costituzionale, cioè l’elezione diretta del Presidente della Repubblica che «garantirebbe sia l’autonomia che la spinta federalista dei territori», nonché la lotta alla politicizzazione della magistratura e per la separazione delle carriere.

Un "Progetto sovranista per il Sud"
A livello economico si va delineando un "Progetto sovranista per il Sud" con la costituzione di una macro-regione meridionale, la nascita di una Banca per il Mezzogiorno, l'introduzione di una fiscalità agevolata e un piano di sviluppo di opere pubbliche. Sul piano internazionale critica pesante alla globalizzazione in pieno stile trumpista (Alemanno definisce l'elezione di Trump alla Casa Bianca persino «paragonabile alla caduta del Muro di Berlino») e un ritorno al «New Deal» roosveltiano, inteso come un grande piano di investimenti pubblici sul territorio, capace di promuovere un "protezionismo intelligente" per combattere la concorrenza sleale. Dunque, meno Europa («Questa Europa di tecnocrati»), più America e via sanzioni alla Russia. «Il progetto sovranista italiano può essere collocato in uno scenario internazionale totalmente mutato grazie all’elezione di Trump: questo passaggio porta dall’unilateralismo americano e dal cosmopolitismo Onu alla nuova epoca di multipolarismo, fondata su potenze regionali in equilibrio tra loro». L’Italia può dunque trovare il suo ruolo nel Mediterraneo «anche prescindendo dalla sintonia politica con una Ue sempre più sbilanciata al Nord, dialogando direttamente con gli Usa e con la Federazione Russa».

Il nodo primarie
Primarie sì o no? «Parteciperemo alle primarie annunciate da Salvini» rassicurano Alemanno e Storace. «Il centrosinistra vive una crisi interna e il Movimento 5 Stelle dimostra la sua incapacità, quindi il centrodestra avrebbe la strada spalancata per guidare il Paese se non ci fosse l’egoismo». Insomma, il centrodestra «si sta specializzando in una vocazione suicida» e anche «Berlusconi farebbe malissimo a sottovalutarle».

Il corteo del 25 marzo
Dopo il congresso di domani, la prima iniziativa in programma sarà il 25 marzo in occasione del 60esimo anniversario dei Trattati di Roma. «Organizzeremo un corteo che partirà da Santa Maria Maggiore e terminerà sotto al Campidoglio dove ci saranno Angela Merkel, Jean-Claude Junker e gli altri leader europei riuniti per le celebrazioni»