24 giugno 2021
Aggiornato 14:00
Raggi ko

Per la prima volta bilancio bocciato: perché a Roma i conti non tornano

L'Oref ha bocciato il bilancio di previsione 2017 del Comune di Roma e la città resterà in gestione provvisoria finché la giunta non avrà sanato gli errori contenuti nel documento

ROMA – I conti di Roma non tornano. E questa non è una novità. Ma lo è il fatto che per la prima volta nella storia della Capitale il bilancio preventivo del Comune sia stato bocciato dall'Oref, l'organo interno di revisione contabile. Non era mai successo prima e questa bocciatura rischia di avere conseguenze nefaste per l'amministrazione capitolina.

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L'Oref boccia il bilancio di previsione 2017
Pollice verso per il bilancio di previsione 2017. Non era mai successo che l'Oref, l'Organismo di Revisione Economica e Finanziaria del Comune di Roma, bocciasse il documento. Ma i guai della giunta Raggi sembrano non avere fine. I conti non tornano. Troppi debiti fuori bilancio e troppi dubbi sulle entrate non strutturali. Da qui il parere «non favorevole» dell'organo interno di revisione contabile del Campidoglio alla manovra finanziaria capitolina. L'iter deve ripartire da capo e i conti devono essere rifatti per trovare una quadra tra le entrate e le uscite del Comune.

Un bilancio disastrato nonostante le tasse più alte d'Italia
L'Oref tira le orecchie alla giunta Raggi perché ritiene che il bilancio preventivo non abbia «previsto gli interventi correttivi necessari e indispensabili per la salvaguardia degli equilibri di bilancio». Un bilancio disastrato ereditato dalle amministrazioni precedenti, nonostante il fatto che i romani paghino le tasse più alte d'Italia. Roma, infatti, è in pole position per quanto riguarda l’oppressione fiscale rispetto a tutte le altre città italiane. Oltre il 50% del bilancio 2016 – 2018 era costituito da imposte: circa 2,5 miliardi, di cui il 16% è a carico di chiunque abbia un reddito mentre il 77% che grava sugli immobili capitolini.

La città resta priva di un programma di spesa
Come se non bastasse c'è anche l’imposta regionale Irpef, la cui aliquota è pari al 3,3% e vale circa 1,4 miliardi. Ma queste entrate non sono sufficienti, evidentemente, a sanare l'emorragia della Capitale. E alle vicissitudini politico-amministrative degli ultimi sei mesi ora si unisce anche la bocciatura del bilancio preventivo 2017. Un'altra brutta notizia per Roma, la cui manovra finanziaria avrebbe dovuto essere approvata entro il 23 dicembre, ma dovrà iniziare il 2017 in gestione provvisoria, con la conseguenza che ogni decisione al di fuori dell'ordinaria amministrazione verrà congelata. In pratica la città sarà priva di un vero e proprio programma di spesa.

Il no comment di Virginia Raggi
La giunta Raggi avrà circa due mesi per rimediare agli errori e redigere il nuovo bilancio, e se anche questo dovesse essere bocciato dall'Oref si aprirebbe la strada a un vero e proprio commissariamento. Una pessima notizia per Virginia Raggi, ma forse una liberazione per Beppe Grillo, che potrebbe così ottenere l'estromissione di un sindaco divenuto scomodo senza assumersene direttamente la responsabilità. Dal primo cittadino, nel frattempo, nessun commento è pervenuto dopo la notizia della bocciatura del bilancio preventivo da parte dell'Oref. Solo l'assessore al Bilancio, Andrea Mazzillo, ha postato sul suo profilo Facebook un breve messaggio: «I revisori contabili sono stati particolarmente rigorosi nella loro analisi e noi vogliamo raccogliere questa sfida al rigore».