26 ottobre 2021
Aggiornato 02:00
Il risultato di una perizia di parte che la madre di Stasi ha rivelato

Delitto di Garlasco, clamorosa svolta nelle indagini: non è di Stasi il Dna sotto le unghie di Chiara

Un profilo di Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto del 2007, diverso da quello di Alberto Stasi, in carcere per l'omicidio di quella che allora era la sua fidanzata

MILANO - Un profilo di Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto del 2007, diverso da quello di Alberto Stasi, in carcere per l'omicidio di quella che allora era la sua fidanzata: è il risultato di una perizia di parte che la madre di Stasi ha comunicato al Corriere della Sera. Si tratta di analisi condotte da un noto genetista su incarico degli avvocati dello studio Giarda che si sono affidati a una società di investigazioni di Milano: dati che, se confermati, potrebbero riaprire il caso.

Dna di un maschio "probabilmente amico o conoscente"
Il Corriere scrive che si tratta del Dna di una persona di sesso maschile, "probabilmente un giovane che potrebbe anche gravitare nel vecchio giro di amicizie oppure di conoscenze della 26enne uccisa".

Le dichiarazioni della mamma di Stasi
Alberto Stasi, unico accusato della morte della ragazza, si trova in carcere a Bollate dopo al condanna definitiva, seguita a due assoluzioni. In seguito ai risultati di questa perizia di parte la madre, Elisabetta Ligabò, ha detto al Corriere della Sera che presenterà un esposto chiedendo la revisione del processo: lei considera quella trovata la prova risolutiva per provare l'innocenza del figlio. "Mai e poi mai Alberto avrebbe potuto uccidere Chiara. Si amavano e avevano progetti in comune. La sera prima erano andati a cena insieme. Di lì a poco sarebbero partiti per le vacanze. Erano felici, uniti, erano spensierati, vivevano con la gioia e la fiducia nel futuro tipica dei giovani fidanzati. Alberto stava per laurearsi e se c'era una persona che più di ogni altra lo spronava e gli dava forza, che lo incoraggiava e lo appoggiava, quella era Chiara" ha dichiarato la donna al quotidiano milanese. Alberto, ha ribadito: "Non ha ammazzato Chiara. E se finora era una convinzione, adesso è una certezza: quella persona deve spiegarmi la presenza del suo Dna sotto le unghie della ragazza. Lo deve a me, lo deve ai genitori di Chiara, lo deve a tutti".