19 agosto 2019
Aggiornato 07:00

Brunetta: discorso di Gentiloni imbarazzante, governo nato morto

Durissimo il giudizio di Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, sul discorso del neo-premier Paolo Gentiloni

ROMA - «Quello di Paolo Gentiloni è stato un discorso imbarazzante, è un governo che nasce già morto». Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando a Montecitorio dopo il discorso programmatico del neo-premier.

Governo incapace di autocritica
Ha proseguito l'esponente di Fi: «Un governo incapace, dalle parole di Gentiloni, di fare la benché minima autocritica. Sono stati sommersi dai No rispetto alla riforma costituzionale, di fatto rispetto alla legge elettorale, e non c'è stata una parola di autocritica».Il deputato di Forza Italia ha poi proseguito: «Hanno solo rivendicato il grande lavoro fatto, che in realtà sono macerie. Macerie fatte di debito, di deficit, di polvere sotto il tappeto che verrà fuori nei prossimi giorni, di imbrogli, di inganni, questo è stato il governo di Renzi, i mille giorni di Renzi».

Un governo nato morto
«Quello Gentiloni - ha attaccato ancora Brunetta - è un governo fotocopia delle macerie, non ha neanche la dignità delle macerie ma è solo l'ombra, la fotocopia delle macerie. Nasce morto, nasce morto anche rispetto all'unico vero obiettivo, quello di dare a questo Paese una legge elettorale, speriamo che almeno in questo il Parlamento abbia un soprassalto di forza e di dignità di fare da solo, perché questo governo non avrà neanche la forza di accompagnare questo processo».

Composizione imbarazzante
«Poi la composizione, i nomi, veramente imbarazzante, l'Italia - ha detto il presidente dei deputati di Fi - non meritava Renzi, come non merita questa copia sbiadita di Renzi. Per questa ragione noi saremo all'opposizione senza sconti in Aula a dare battaglia sui contenuti, perché almeno il Paese sappia chi ci governa, chi ci ha governato, e perché si vada, dopo aver predisposto una nuova legge elettorale, al più presto al voto. Così l'Italia non fa nessun passo in avanti, anzi rischiamo il baratro».