20 agosto 2019
Aggiornato 05:00
L'addio dei sindaci grillini all'Anci

M5s prepara scissione dall'Anci. Di Maio: «E' un club del Pd»

Il divorzio tra l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e i sindaci pentastellati potrebbe essere vicino. Secondo il presidente della Camera, Luigi Di Maio, l'Anci è diventata un club del Pd. «Se non cambia usciamo», minaccia Filippo Nogarin

ROMA – Il divorzio tra il Movimento 5 stelle e l'Anci sembra essere molto vicino. Nel corso della riunione che si è tenuta a Montecitorio tra il responsabile Enti Locali del M5S, Luigi Di Maio, e alcuni sindaci delle amministrazioni pentastellate, il primo cittadino di Livorno, Filippo Nogarin, ha mandato un messaggio chiaro e inequivocabile: «Non siamo disposti a restare nell'Anci».

Di Maio: L'Anci è un club del Pd
«L'Anci si è trasformato in un club del Pd». E' questa l'accusa che il presidente pentastellato della Camera, Luigi Di Maio, muove nei confronti dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. I Comuni 5 Stelle «versano centinaia di migliaia di euro all'Anci. Doveva essere un 'sindacato' dei Comuni per difendersi dai tagli governativi ai servizi essenziali. Ma si è trasformato in un club del Pd. Se entro gennaio non cambiano le cose, i 37 Sindaci 5 Stelle se ne vanno», ha scritto nero su bianco il responsabile Enti locali e membro del Direttorio del movimento grillino sul suo profilo Facebook.

Il divorzio tra l'Anci e i sindaci pentastellati
Il divorzio tra l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e i sindaci pentastellati potrebbe essere molto vicino. A darne l'annuncio è proprio il primo cittadino pentastellato di Livorno, Filippo Nogarin. Dopo la riunione che si è svolta a Montecitorio tra il responsabile Enti locali Luigi Di Maio e altri sindaci grillini, Nogarin ha riferito che i primi cittadini del M5s «diranno addio all'Anci» se «ci saranno ancora tagli ai servizi essenziali dei cittadini».

La deadline della separazione
Come riporta Adnkronos, il caso è esploso alla vigilia dell'assemblea nazionale dell'Anci, che si svolgerà a Bari dal 12 al 14 ottobre. «O cambia tutto o non rimarremo nell'Anci», è la minaccia del sindaco di Livorno. E c'è una anche una deadline. La data-spartiacque è il primo gennaio del 2017. «Chiediamo sia fatto un tagliando entro il gennaio 2017 - ha spiegato Nogarin - successivamente comunicheremo le nostre linee programmatiche all'interno delle quali noi siamo disposti a restare nell'Anci».

La dichiarazione di guerra a Decaro
L'Associazione «deve tornare ad essere un sindacato di tutti quanti i sindaci, non deve avere colore politico e deve avere la forza per portare avanti le istanze del territorio», ha proseguito il primo cittadino di Livorno secondo il quale «molte cose oggi non funzionano», come il rapporto con il territorio. «Noi abbiamo intenzione di cambiare questo stato di cose. Andremo a Bari - ha annunciato il sindaco grillino riferendosi all'imminente assemblea nazionale - e non voteremo, ci asterremo dalla votazione». I sindaci pentastellati avevano già da tempo criticato quello che è stato il percorso di avvicinamento all'assemblea e alla nomina di Antonio Decaro, che viene indicato da molti come il prossimo presidente dell'Anci. «Noi con queste premesse non diamo la nostra fiducia a nessuno», ha concluso Nogarin.