17 settembre 2019
Aggiornato 23:30

Berlusconi cauto sulla «scalata» di Parisi che agita Forza Italia

La sua, avrebbe spiegato Berlusconi, è una «disponibilità» a dare una mano, che è positiva ma che al momento non può tradursi in un incarico o nel riconoscimento di una funzione di guida del processo di ricostruzione del centrodestra.

ARCORE - Alcuni dei partecipanti parlano di incontro «interlocutorio», e del resto basta la nota ufficiale per far capire che ad Arcore, oggi, il clima nei confronti di Stefano Parisi era perlomeno freddo. Forza Italia va rilanciata, si legge nella nota, e quello del candidato sindaco di Milano può essere uno dei «contributi». Di fatto, spiegano più fonti vicine a Silvio Berlusconi, il leader di Fi ha dovuto fare ricorso a tutta la diplomazia possibile per sopire i malumori del «gruppo storico», i vari Renato Brunetta, Paolo Romani, Maurizio Gasparri, Giovanni Toti. «L'ultimo arrivato non può pretendere di prendere in mano tutto», è il senso del ragionamento che qualcuno avrebbe fatto, criticando l'intervista di Parisi alla Stampa. Un'intervista che l'ex candidato avrebbe deciso autonomamente di fare, anche se anticipandola al leader di Fi, come avrebbe raccontato lo stesso Berlusconi.

L'ex premier evita investiture per evitare la fronda
Di sicuro, raccontano, durante l'incontro non sarebbero state fissate scadenze, nè si sarebbe parlato di alcun mandato o delega per Parisi in Fi. La sua, avrebbe spiegato Berlusconi, è una «disponibilità» a dare una mano, che è positiva ma che al momento non può tradursi in un incarico o nel riconoscimento di una funzione di guida del processo di ricostruzione del centrodestra. Una cautela, quella di Berlusconi, che molti leggono anche come il tentativo di evitare un caso Bertolaso-bis: il leader di Fi ovviamente è convinto che Parisi sia l'uomo giusto, ma sa bene che a cominciare da Toti sono in molti a temere il «papa straniero» e dunque la prudenza di oggi sarebbe stata soprattutto tattica, per evitare che l'operazione fallisse prima ancor di cominciare.
L'ex premier, inoltre, avrebbe voluto rassicurare tutti sul ruolo di Fi nei prossimi mesi: non credete a certi retroscena, avrebbe detto Berlusconi, non daremo surrettiziamente una mano al referendum, noi lavoriamo per il no e intorno a questo ricostruiremo il centrodestra.

Parisi: Non voglio rubare posto a nessuno
Stefano Parisi non intende «rubare il posto a nessuno», in una intervista a Formiche.net il candidato sindaco del centrodestra alle ultime elezioni comunali di Milano chiarisce il suo progetto politico: «Non è una questione personale o di nomi. Non voglio rubare il posto a nessuno, ci mancherebbe altro. Voglio solo dare il mio contributo e mettermi a disposizione per far sì che l'esperienza milanese possa essere valorizzata».
«E' da lì che dobbiamo ripartire - aggiunge - Abbiamo ottenuto un ottimo risultato - il migliore nelle città metropolitane - e abbiamo tenuto unita tutta la coalizione. Molti dei temi della campagna elettorale di Milano sono declinabili anche a livello nazionale. Continuiamo su questa direzione».
Parisi, però, non spiega se il leader del centrodestra andrà scelto con le primarie: «Non saprei, è ancora presto per interrogarsi su un tema del genere. Credo che queste decisioni saranno prese più avanti. Dipenderà anche da cosa dirà il fondatore e padre di quest'area politica Silvio Berlusconi: l'ultima parola com'è giusto e inevitabile che sia, spetta a lui».
Per quanto riguarda la Lega, invece, paletti precisi: «Ogni coalizione è fatta di anime diverse ma le leadership, però, devono essere moderate».