26 marzo 2019
Aggiornato 06:30
L'autocritica del ministro della Funzione pubblica

Madia: Noi rottamati dai cittadini, Orfini si dimetta

Marianna Madia attacca duramente le «piccole e mediocri filiere di potere» che stanno affossando il Pd. Secondo la ministra, o il partito torna per strada ad ascoltare i problemi delle persone o è destinato a morire

ROMA - «II voto ci dice una cosa chiara: nella mia città, che non è l'ultimo borgo d'Italia, siamo stati rottamati dai cittadini. Il Pd non ha saputo ascoltarli. E ci hanno punito». Di fronte a questa quadro «Orfini si deve dimettere». Lo ha detto il ministro della Funzione pubblica Marianna Madia, Pd, in una intervista a La Repubblica.

Pd travolto a Roma: ora si cambi
«A Roma - ha spiegato la ministra - i numeri sono talmente chiari e violenti che è inutile cincischiare: o il Pd si libera dalle piccole e mediocri filiere di potere che lo tengono ancora in pugno e torna per strada, ad ascoltare i cittadini, i loro problemi e necessità, oppure muore». E' duro il commento della ministra: il partito «deve aprirsi, rinnovarsi. Nella capitale siamo stati travolti. E oggi siamo in mare aperto. Che però può essere un'opportunità».

Il modello Renzi
Per Madia è il momento che «chi ha idee e forza d'animo si faccia avanti, perché noi del Pd romano siamo stati tutti rottamati. In questo c'è già un modello: si chiama Matteo Renzi. Il quale non ha aspettato che qualcuno gli dicesse 'fai il sindaco di Firenze' o il segretario nazionale». Un attacco preciso alle varie anime del Pd che stanno affossando il partito: «Penso che il partito, a Roma e negli altri territori dove siamo in difficoltà, debba essere 'stappato'. Non può più rinchiudersi in discussioni asfittiche e politiciste».

Il momento dell'umiltà
«In questo momento - ha rilevato il ministro - tutti gli schemi di gioco sono saltati. E bisogna avere l'umiltà di riconoscerlo». Poi l'attacco al presidente del Pd e commissario romano: «Se il tappo è Orfini, allora si dimetta da commissario. Non ci possiamo più permettere ostacoli al cambiamento. In città c'è una classe dirigente giovane, agisca. Ma senza aspettare che qualche capo corrente la candidi».

La risposta delle riforme
È possibile arginare il voto anit-Pd e anti-governo venuto fuori dalle ultime amministrative? Secono la Madia, «quando tre anni fa ci siamo assunti la responsabilità di guidare il Paese, sapevamo che non sarebbe stata una cavalcata trionfale, specie per via della crisi». La risposta della ministra sta nelle riforme: «Fare le riforme, però, significa sbloccare il Paese e cambiare la vita delle persone. Ecco, io credo che abbiamo fatto tante cose buone, non sempre comunicate bene. Ora con umiltà dobbiamo capire che ci sono dei bisogni a cui non siamo arrivati, e a cui dobbiamo provare a rispondere».