18 luglio 2019
Aggiornato 00:30

Meloni: I numeri parlano chiaro, gli italiani contro le politiche ridicole di Renzi

Il presidente di FdI evidenzia come gli elettori abbiano scelto di penalizzare il Pd di Matteo Renzi, contro le politiche del Governo. Per Meloni il centrodestra deve ricostruirsi ripartendo dalla coerenza delle proposte e dalla serietà delle persone

ROMA«I numeri di queste amministrative parlano chiaro: il Pd viene fortemente penalizzato e gli italiani colpiscono le politiche ridicole del governo Renzi». Giorgia Meloni torna a puntare il dito contro il Partito democratico e lo fa alla luce dei dati delle ultime amministrative. Come spiega l'ex candidata, su 25 capoluoghi di provincia in cui si è votato il Pd ne governava 20 e oggi ne governa 8: in quasi tutta Italia hanno vinto i candidati alternativi a quelli espressione del Pd.

Un voto contro un governo che massacra gli italiani
Trae le conclusioni il leader di FdI e afferma: «Dunque questo è sicuramente un voto contro le politiche di un governo che ha massacrato gli italiani per fare gli interessi delle grandi lobby, delle grandi concentrazioni economiche e della grande finanza. Gli italiani lo hanno capito e hanno deciso di punire il Presidente del Consiglio». Come sottolinea Meloni, il M5S ottiene un ottimo risultato a Torino e Roma e «ora finalmente vedremo come si comporterà alla prova del governo».

Il centrodestra esiste
Per quanto riguarda, invece, il centrodestra, questo governava 4 dei 25 capoluoghi di provincia e oggi ne governa 11: «Quindi esiste, è presente, c’è ed è in partita ma viene sempre punito dagli italiani quando prova a fare inciuci o ammucchiate. Bisogna ripartire dalla chiarezza e dalla coerenza delle proposte, dalla serietà delle persone perché si può liberare l’Italia dal governo Renzi e restituire agli italiani un governo che faccia i loro interessi».

Serve un centrodestra riconoscibile e popolare
In un'intervista rilasciata a Il Messaggero, Meloni precisa che «iI centrodestra va ricostruito partendo da scelte chiare. Gli inciuci non pagano come dimostra il caso Parisi e tanto meno l’intelligenza col nemico come è accaduto a Roma». Come fare per ripartire? Gli italiani, secondo la leader di FdI, vogliono un centrodestra «riconoscibile che sappia essere anche popolare, come invece il Pd non sa essere. E abbiamo molti esempi in questo senso: a Novara ha vinto un sindaco che al primo turno era sostenuto solo da Fratelli d’Italia e Lega, a Terracina il sindaco di Fdl che era stato sfiduciato da Forza Italia». A Roma, però, non è andata bene per il centrodestra. L'essersi presentato frammentato non ha aiutato gli elettori: se la destra fosse stata unita, sarebbe arrivata al ballottaggio, ma come la stessa Alessandra Mussolini – espressione di Forza Italia per la lista Marchini – ha confessato, una parte del centrodestra lavorava per fermare Meloni. «L'unica spiegazione razionale per quello che hanno fatto è la volontà di aiutare il presidente del Consiglio». E continua ancora la presidente di Fratelli d'Italia: «Dobbiamo chiarirci: se vuoi fare il centrodestra non fai anche il fiancheggiatore del centrosinistra. Io dico sempre che le elezioni fortunatamente a un certo punto arrivano e chiariscono. E infatti ora è chiaro cosa funziona e cosa non funziona. È meno chiaro chi vuole vincere e chi vuole perdere. Quando finalmente ce lo saremo detto non escludo nessuna scelta, anche un’opzione di coerenza».